Genocidio

Il FPLP denuncia le esercitazioni militari congiunte tra USA, Israele e Grecia e fa appello al popolo greco affinché contesti l’iniziativa

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha denunciato le esercitazioni militari congiunte tra la marina dell’occupazione israeliana, la marina statunitense e la marina greca, svolte in una base NATO situata in Grecia, riferendosi all’iniziativa come una minaccia contro il popolo palestinese e l'intera regione araba, che deve essere quindi contrastata da tutte le forze progressiste in Grecia e negli Stati Uniti così come dal movimento di solidarietà con la Palestina.

L'attuale governo della Grecia si era impegnato ad interrompere la cooperazione militare con Israele. Oggi invece la marina greca è impegnata in esercizi di "formazione congiunta” con lo stesso esercito di questa brutale occupazione, responsabile della distruzione delle terre e delle vite palestinesi. Lo Stato sionista continua la costruzione di insediamenti, la confisca delle terre ai palestinesi, procede con la demolizioni di case, mantiene sotto assedio Gaza e prosegue con gli arresti di massa e le esecuzioni di giovani palestinesi.

CONTESTARE LA PRESENZA DELLA BRIGATA EBRAICA NELLA FESTA DELLA LIBERAZIONE NON È UN DIRITTO, È UN DOVERE!

Le insegne della Brigata ebraica sfilano per la prima volta nel corteo del 25 Aprile 2004. Le motivazioni di questa decisione sono dichiarate ed esplicite: nel sito degli “Amici di Israele” si legge che sono costoro a decidere di sfilare sotto le insegne della Brigata ebraica perché “stanchi di partecipare circondati da bandiere palestinesi [...] e per non farci annoverare tra la massa dei manifestanti anti-americani o anti-israeliani”. La stessa associazione dichiara che la decisione di sfilare con la Brigata ebraica è solo un passaggio di un percorso che deve portare a “lo sdoganamento del sionismo” (testuale). Si legge: “Crediamo, infatti, importante spiegare agli italiani che il sionismo è un ideale alto, nobile e giusto”.

È quindi espressamente dichiarato che la sfilata della Brigata ebraica è un’operazione di propaganda del sionismo ed è organizzata dalla associazione “Amici di Israele”.

Amnesty condanna le minacce di Israele contro gli attivisti BDS

Amnesty International sollecita il governo israeliano a porre fine alle minacce e agli attacchi contro i difensori dei diritti umani dei palestinesi e degli israeliani, tra cui i leader del movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS). Nel frattempo, gruppi della società civile europei stanno lanciando una nuova campagna per difendere la libertà di parola contro i tentativi da parte di Israele, e dei leader europei ad esso alleati, di limitarla.

"Un’escalation di atti intimidatori da parte del governo e di attacchi e minacce da parte dei coloni e altri attori non statali hanno creato un’atmosfera sempre più pericolosa" per i difensori dei diritti umani in Israele e in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza occupati, ha affermato martedì scorso Amnesty.

Abbiamo davvero sprecato tempo, stiamo ancora sprecando tempo

A fine febbraio 2016 Ilan Pappé ha tenuto una brillante conferenza in una sala della New York University, stipata con circa 200 persone di ogni età. Nel nostro paese non se n’è parlato molto per non dire affatto, la cultura sionista funziona e censura capillarmente, sistematicamente e con evidente efficacia. Il complesso però non si regge solo su questo: vive anche una crudele ipocrisia tra le fila dei cosiddetti sostenitori del popolo (o della causa) palestinese, spesso anche tra quelli che dicono, a parole, di sostenere la resistenza palestinese.

In altre occasioni abbiamo visto lo stesso Pappè “coccolato” da queste persone, invece stavolta no, stavolta si preferisce “non vedere, non sentire, non parlare”. Come mai non se ne parla, ci chiediamo?

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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