Genocidio

Israele e le detenzioni degli innocenti – l’esempio di Samantha Comizzoli

Tutti abbiamo dei maestri lungo il nostro tragitto di vita, ci prendono per mano, per insegnarci, avviarci o semplicemente raccontarci ciò che il mondo grida, parole che segnano e lasciano immaginare i colori ed i profumi che avvolgono l'istante che muterà un intera esistenza.

Quel che per noi occidentali spesso appare scontato in alcune zone del mondo segna utopie di diritti svelati, rapiti, immagini che strappano la coscienza e la obbligano a sedersi ed osservare bambini presi lungo le strade, fermati e scalciati come sassi lungo una via, lasciandoli gridare il loro dolore a madri lontane e spesso portate via dalla morte.

L’epica del Colombo furioso. Considerazioni sull’uso ideologico dell’antisemitismo

«Ed è la falsa accusa di antisemitismo spesso rivolta da Israele e dai suoi sostenitori come tattica di intimidazione contro chiunque critichi le politiche israeliane o il sionismo che ci spinge ad alzare la nostra voce di dissenso, identificandoci come ebrei»

Rete italiana degli ebrei contro l’occupazione

Lunedì 27 luglio Il Fatto Quotidiano ospita il “commento” di Furio Colombo a Gaza e l’industria israeliana della violenza, edito da DeriveApprodi (2015), e di cui sono co-autore insieme a A. D. Arcostanzo, D. Carminati e A. Tradardi. La sfuriata del Colombo, che quando non tratta di Israele è conosciuto per la mitezza del suo ragionare, non poggia su argomentazioni di merito, ma ripete uno schema ormai consolidato di propaganda filo-israeliana che implica l'uso dell'antisemitismo come arma ideologica per delegittimare ogni critica a Israele e al sionismo.

In partenza le delegazioni della missione "Per non dimenticare il Diritto al ritorno"

L’occupazione ha mille facce, mille sfumature, che si incuneano nella quotidianità della vita rendendola disumana. L’occupazione non è mai un qualcosa di astratto, di indefinito, ma si sostanzia con soprusi e privazioni, con l’obiettivo di spezzare la resistenza e la volontà del popolo che la subisce. Ed è precisamente questo che sta accadendo in Palestina, dove Israele impone a uomini e donne, colpevoli solo di rivendicare la propria dignità, una segregazione razziale intollerabile. E lo fa con la complicità di stati e governi che ora con aiuti diretti e ora con silenzi colpevoli sostengono nei fatti l’Occupazione.

L’Occupazione è quindi negazione della vita: impossibilità di lavorare, curarsi, studiare, avere affetti e l’elenco potrebbe continuare, lunghissimo. L’Occupazione è anche pulizia etnica, volontà deliberata di sradicare un popolo dalla sua terra per renderlo altro, un qualcosa di indefinito, un nulla. Il sionismo questo lo ha messo in pratica da sempre, fin dai quei drammatici giorni dopo la seconda guerra mondiale, quando centinaia di migliaia di palestinesi furono cacciati dalle loro case attraverso il terrore e la devastazione. Da lì inizio la diaspora di questo popolo, campi profughi senza diritti ospitati malvolentieri dagli stati limitrofi, ignorati da un Occidente opulento e egoista, condannati a non poter ritornare nelle loro case da una comunità internazionale sorda, cieca e muta. In poche parole: complice del crimine che si stava perpetuando.

Nessuna radice in comune con gli assassini. Boicottare la guerra, boicottare Israele

SIONISTI ASSASSINI! ASSASSINO CHI È COMPLICE! ASSASSINO È CHI TACE I CRIMINI DI ISRAELE!

Mentre a Nablus i coloni impuniti assassinano e rivendicano la morte di un bambino palestinese dopo aver appiccato il fuoco alla sua casa e a Gerusalemme la polizia israeliana attacca selvaggiamente gli arabo palestinesi fin dentro le moschee, il candidato alle primarie del Partito Democratico Emanuele Fiano si permette, in un silenzio assordante contro i crimini di Israele, di aprire una polemica su una compiacente “Repubblica” accusando di antisemitismo chi critica l'operato dello Stato Sionista di Tel Aviv. Le foto pubblicate sono esplicite perché si riferiscono al 25 aprile di quest'anno quando centinaia di solidali hanno giustamente manifestato la propria rabbia schierandosi a fianco dell'eroica resistenza del popolo palestinese contro il genocidio perpetrato quotidianamente dal governo Netanyahu.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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