Genocidio

Il maggior beneficiario israeliano dei finanziamenti UE si trova nella Gerusalemme Est occupata

Un'università che si trova nell'occupata Gerusalemme Est è il maggiore beneficiario dei finanziamenti dell'UE per la ricerca scientifica.

L'Università Ebraica di Gerusalemme ha partecipato a 237 progetti che fanno parte del pluriennale programma europeo di ricerca scientifica che si è svolto dal 2007 al 2013. Secondo un documento interno dell'UE che ho consultato, l'università è capofila israeliano partecipante al programma.

Recensione del libro di Evelyn Hecht-Galinski: "L'undicesimo comandamento: Israele può tutto"

In quest’opera audace, che per me personalmente rappresenta uno dei manifesti fondamentali dell’antisionismo ebraico in Germania, l’autrice, Evelyn Hecht-Galinski, nata nel 1949 a Berlino e figlia del noto esponente dello Zentralrat der Juden Heinz Galinski, con il quale entrò in conflitto per le sue vedute antisioniste e propalestinesi che ovviamente non piacevano ai lobbisti sionisti in Germania. Come tanti ebrei audaci che osano criticare Israele l’autrice viene accusata di essere “un’ebrea che odia se stessa” e poi ovviamente anche di “relativizzare l’olocausto”.

Ma secondo Evelyn Hecht-Galinski, chi riesce a liberarsi dal lavaggio del cervello dei media e dei lobbisti e dalla manipolazione sionista dell’olocausto, è capace di cogliere la fondamentale distinzione tra antisemitismo e antisionismo e capisce anche che quello che hanno subito gli ebrei durante il nazismo non ha nulla a che vedere con gli arabi-palestinesi di oggi, espropriati, incarcerati e senza diritti da decenni.

In risposta all'articolo della Morgantini e alla censura imposta dal giornale "Il Manifesto"

In seguito ad un articolo di Luisa Morgantini, apparso su "Il Manifesto" lo scorso lunedì 2 marzo e che riportiamo di seguito, abbiamo deciso di scrivere una lettera al quotidiano per segnalare alcune inesattezza storiche e contraddizioni che, a nostro avviso, marchiavano l'intero articolo.

A seguito della nostra richiesta una prima risposta dalla redazione ha voluto che la lettera fosse accorciata perché "troppo" lunga, sebbene non sia facile trattare materie del genere senza poter argomentare le riflessioni e le analisi proposte o per (soprattutto) screditare le falsità raccontate ai lettori. Senza perderci d'animo abbiamo rielaborato la nostra lettera, con molta fatica per le ragioni su scritte, provando ad attenerci alle condizioni imposteci; a questo punto però sono stati i contenuti a far prendere la decisione di non pubblicare il nostro elaborato. Non solo quindi, dopo aver lasciato carta bianca alla Morgantini di scrivere e riferire quanto lei ed un certo movimento di solidarietà con la Palestina propagandano in Italia, non ci è stato dedicato lo stesso spazio, lasciando al lettore la possibilità di confrontarsi con una visione differente della questione, ma si è arrivati addirittura alla censura totale.

Israele investe 1,6 milioni di dollari in “guerrieri dei nuovi media”

L’establishment militare israeliano è di nuovo all’offensiva, ma invece di armi ad alta tecnologia e di missili, usa schermi di computer, tastiere e connessioni wireless veloci per combattere ciò che rappresentanti dell’esercito israeliano hanno etichettato come “nuova guerra mediatica.”

Ai primi di febbraio, il portavoce militare Avi Benayahu ha annunciato che circa 1,6 milioni di dollari sarebbero stati investiti nella formazione di più di un centinaio di “guerrieri mediatici” israeliani all’uso dei social media per diffondere la propaganda israeliana in tutto il mondo.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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