Ghassan Kanafani

La disgregazione politica, la cultura e l’identità nazionale palestinese

Al-Shabaka è un’organizzazione indipendente no-profit il cui obiettivo è di stimolare e far progredire il dibattito pubblico sui diritti umani e l’autodeterminazione dei palestinesi nel quadro delle leggi internazionali. Il commentatore politico di Al-Shabaka Jamil Hilal è un sociologo indipendente e scrittore palestinese ed ha pubblicato molti libri e numerosi articoli sulla società palestinese, il conflitto arabo-israeliano e sui problemi del Medio Oriente.

Il campo politico palestinese, dominato dall’Organizzazione della Liberazione della Palestina (OLP) fin dalla fine degli anni ’60, è stato disintegrato da quando in base agli accordi di Oslo è stata fondata l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP). Qual è stato l’impatto della supremazia dell’OLP e quali sono state le ripercussioni della sua disgregazione per la classe politica palestinese? E fino a che punto la disgregazione del campo politico ha colpito quello culturale e il suo contributo all’identità nazionale palestinese? Queste sono le questioni affrontate in questo articolo.

Lettera di Ahmad Sa'adat dal carcere: 48° anniversario del PFLP

La seguente dichiarazione del prigioniero Ahmad Sa’adat, Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, è stata rilasciata in occasione del 48° Anniversario della fondazione del FPLP, l’11 dicembre del 1967, ed è stata scritta dalla sua cella nella prigione di Ramon dove si trova incarcerato dall’occupazione sionista.

Al nostro popolo, ai compagni,

In quest’occasione, celebriamo il grande 48° anniversario del nostro Fronte. E la Palestina ha deciso di sollevarsi attraverso l’Intifada e la Rivoluzione, con Martiri che hanno giurato di sconfiggere l’occupazione, e che tracciano per il popolo la strada verso una vera autodeterminazione nazionale, verso la liberazione e il ritorno alla propria terra, determinati perchè Gerusalemme non venga rubata alla nostra gente. I leaders e i militanti del nostro popolo, i nostri giovani, e tutte le nostre risorse, sostengono questa crescente Intifada che mira all’indipendenza e all’autodeterminazione per la nostra terra, respingendo tutti i tentativi di fermare e deviare questo movimento dal suo corso naturale e dagli obiettivi perseguiti dalla rivolta giovanile.

GLI ACCORDI DI OSLO E IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA #PALESTINA

"Se falliamo nel tentativo di difendere la nostra causa, allora dobbiamo cambiare chi la difende, non la causa"

Ghassan Kanafani

Oslo è spesso considerato come uno spartiacque nella storia palestinese, come un punto di rottura nella politica del Paese, che segna l’inizio del declino del movimento di resistenza e quindi la fine della precedente “età dell’oro” dei successi rivoluzionari. Il dibattito su come superare gli esiti tragici degli Accordi di Oslo si è spesso concentrato sulle trasformazioni politiche che ha generato; non si sono analizzate con la dovuta attenzione le dinamiche, le trasformazioni e le traiettorie che hanno condotto alla “resa di Olso”, o per usare le parole di Edward Said, alla “Versailles Palestinese”. [1] Questo scritto si ripropone di esaminare brevemente la storia del conflitto, ponendo l’accento sul processo di Oslo, per descrivere in modo articolato l’attuale stallo politico. Offre inoltre degli spunti di riflessione per porre riparo all’attuale crisi del movimento palestinese, della sua classe dirigente e dei suoi metodi di lotta.

Il compagno Muhanna mette in guardia sui pericoli di una "tregua a lungo termine"

Il compagno Dr. Rabah Muhanna ha messo in guardia sui pericoli di un accordo tra Hamas e l'occupazione sulla cosiddetta "tregua a lungo termine" in cambio di un allentamento dell'assedio su Gaza. Muhanna, membro dell'Ufficio Politico del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, è intervenuto in seguito alla notizia, riportata dai media, di un secondo incontro tra Khaled Meshaal, leader di Hamas, e Tony Blair, che hanno discusso di un tale potenziale accordo.

"Sappiamo quanto la gente della Striscia di Gaza stia soffrendo a causa dell'assedio, in condizioni economiche e sociali difficili. Questo può far sì che qualcuno nella Striscia sostenga questa scelta... ma questa tematica ha un grave e negativo impatto sulla causa palestinese e ripercussioni dannose per il nostro popolo", ha detto Muhanna. Ha parlato della necessità di trarre insegnamenti dai 20 anni di amara esperienza di Oslo e dai suoi risultati disastrosi, accordi da cui il nostro popolo non ha tratto alcun beneficio, nonostante inizialmente sia stato dato un ampio sostegno al processo Oslo.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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