Giordania

FPLP: la nuova legge sul rilascio dei prigionieri fa parte di una escalation sistematica di attacchi contro i palestinesi

Il ramo del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina nelle prigioni dell'occupazione ha dichiarato che l'approvazione alla Knesset di una nuova legge sionista che tenta di imporre nuove ed ulteriori restrizioni sul rilascio dei prigionieri palestinesi impegnati in operazioni di resistenza, tra cui l'uccisione di israeliani, entra nel quadro di una escalation sistematica contro il popolo palestinese, sia a Gerusalemme, sia in Cisgiordania, sia nella Striscia di Gaza, ovunque in Palestina o all'interno delle carceri dell'occupazione.

Dalla nota si evinche che questa nuova legge non avrà un effetto sulla realtà e si sottolinea come "l'esperienza abbia dimostrato che l'occupazione abbandona sempre queste scelte e risponde alle richieste delle forze di resistenza attraverso lo scambio di soldati sionisti catturati dalla resistenza palestinese con prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri dell'occupazione”.

Intervista a Fawzi Ismail (Associazione Amicizia Sardegna-Palestina)

Come anticipato in altri interventi, la vicinanza e il sostegno alla resistenza del popolo palestinese sono parte integrante della nostra identità politica. A riguardo vi proponiamo, in questa sezione, questa intervista a Fawzi Ismail, dell’Associazione Sardegna-Palestina.

1 Parlaci della tua storia di palestinese, della tua militanza e del tuo impegno politico?

Come molti altri palestinesi della mia generazione sono stato costretto a lasciare “casa mia”, cacciato via con la forza delle armi, verso la Giordania, insieme alla mia famiglia, in seguito all’occupazione da parte dell’esercito israeliano del resto della Palestina, nella cosiddetta guerra dei sei giorni nel giugno del 1967, e dopo la totale distruzione del villaggio dove sono nato, cancellato completamente dalla faccia della terra, (ora c’è un parco “Parco Canada” perché fu finanziato dal governo canadese) ennesimo capitolo della pulizia etnica in Palestina iniziata nel periodo 1947-1949 con l’aggressione delle bande terroristiche sioniste contro la popolazione palestinese a mezzo di massacri e distruzione, che provocò la seconda ondata di profughi dopo Al “Nakba” del 1948.

FPLP: Non alzeremo mai bandiera bianca di fronte ai massacri

Comunicato del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina nella Striscia di Gaza

Noi non alzeremo la bandiera bianca - e il sangue dei martiri di Rafah e Gaza illuminerà la strada verso la liberazione. Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha salutato con orgoglio l'eroica resistenza militare del popolo palestinese a est di Rafah, che ha portato alla morte di molti soldati e al resoconto della cattura di un ufficiale. Ha ribadito che i continui crimini sionisti contro il popolo di Gaza, l'ultimo dei quali il massacro di decine di persone a Rafah, non passeranno invano, e che il sangue dei martiri del nostro popolo rimarrà un faro che illumina il nostro cammino verso la liberazione.

Una Nakba in corso da 66 anni – Il diritto al ritorno è un diritto nazionale e inalienabile

A ridosso della 66esima commemorazione della Nakba, il movimento per la liberazione della Palestina è allo sbando: i partiti politici sono divisi, l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina è inefficiente, l'Autorità palestinese dipende da donatori stranieri ognuno con la propria agenda ed una strategia nazionale collettiva è assente. Le istituzioni non adempiono ai loro obiettivi e la capacità di mobilitazione tra i palestinesi si è sgretolata.

Questi elementi offrono l'opportunità per al regime israeliano di imporre unilateralmente “fatti sul terreno” e il suo avvocato, gli Stati Uniti, danno forza ad una soluzione politica ingiusta. Entrambi gli sviluppi minano il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi - il fulcro della causa palestinese.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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