Greenwashing

Lettera aperta di Stop Sodastream alla Sutter Industries: Non date in premio l'apartheid!

All’attenzione dell’Ing. Aldo Sutter
Amministratore Delegato
Sutter Industries S.p.A.

Oggetto: Lettera aperta sulla promozione di Sodastream

Gentile Ing. Sutter,

abbiamo recentemente appreso che la Sutter Industries S.p.A. ha avviato il concorso “VINCI SODASTREAM CON I PRODOTTI EMULSIO” che prevede per premi dei prodotti della Sodastream, la società israeliana che produce macchine per l’acqua gasata dal rubinetto.

Quale Stop Sodastream Italia, che partecipa alla campagna internazionale contro Sodastream, ci sentiamo in dovere di informarvi che abbinare i vostri prodotti, che reputate “rispettosi dell’ambiente e della persona”, alla Sodastream non può che danneggiare la vostra immagine e minare il vostro impegno per l’ambiente. Mentre Sodastream si autopromuove come un’azienda ambientalista e socialmente responsabile, in realtà è una società che opera in palese violazione dei diritti umani e del diritto internazionale.

Scrivi all’Earth Day Network: Interrompa la partnership con Sodastream

L'8 aprile, la società israeliana Sodastream, che ha una fabbrica in una colonia, ha lanciata una campagna di “sensibilizzazione” sull’isola di plastica dell’Oceano Pacifico. La campagna è stata creata in collaborazione con l’Earth Day Network, organizzazione che collabora con oltre 22.000 partner in 192 paesi nel mondo per “ampliare, diversificare e mobilitare il movimento ambientalista”.

In vista dell’Earth Day, la Giornata per la Terra, che si celebra in tutto il mondo il 22 aprile, invia una email all’Earth Day Network per dire NO al greenwashing dell’occupazione israeliana!

SodaStream si autoproclama di essere un’azienda rispettosa dell'ambiente e sostiene che le sue macchine per l’acqua gasata aiutano i consumatori a ridurre il loro impatto sull’ambiente. La realtà, invece, è che con il suo stabilimento principale in un insediamento illegale nella Cisgiordania occupata, SodaStream contribuisce alla distruzione ambientale che l’occupazione militare israeliana ha portato alla Palestina. Ciò include lo sradicamento di centinaia di migliaia di ulivi, l'esaurimento delle fonti idriche e l'inquinamento della terra palestinese.

Ente “caritatevole” israeliano, accusato di razzismo, subisce un duro colpo

Il Fondo Nazionale Ebraico (JNF), un ente di beneficenza britannico coinvolto in violazioni dei diritti umani in Israele, ha ricevuto un altro duro colpo quando i membri del Partito dei Verdi di Inghilterra e del Galles hanno votato in massa per appoggiare  la chiamata ad una azione internazionale contro le attività  del JNF in Israele e nei Territori Palestinesi Occupati , e per la revoca dello status di ente di beneficenza nel Regno Unito.

Deborah Fink ,membro del Partito dei Verdi , co-fondatrice di Ebrei per il Boicottaggio delle Merci Israeliane (Jews for Boycotting Israeli Goods) , ha presentato questa mozione domenica . Fink ha messo in allerta la conferenza del tentativo di “appropriazione di virtù ambientaliste” (greenwashing) da parte del JNF  e ha ribadito che  "il Partito dei Verdi lavora per la giustizia ambientale e sociale, il rispetto dei diritti umani, è contro il razzismo ed è ufficialmente solidale con il popolo palestinese che ha chiamato all’azione per questa campagna. Il JNF è uno dei principali ostacoli alla realizzazione delle politiche auspicate dal Partito dei Verdi  per il Medio Oriente e quindi il JNF dovrebbe essere condannato. In quanto ente di beneficenza, il JNF ottiene vantaggi fiscali, così attraverso le nostre tasse, stiamo finanziando l'ingiustizia".

Appello degli attivisti israeliani per la fine del greenwashing

Il movimento di boicottaggio interno ad Israele si oppone all'abuso da parte del Keren Kayemeth LeIsrael-Jewish National Fund (JNF-KKL) della tradizione ebraica e dei suoi valori, così come è avvenuto nel corso della giornata di Tu B'Shvat. Il JNF tenta quotidianamente di nascondere i crimini commessi mostrando l'immagine di un'organizzazione ecologicamente consapevole.

Nessuna modalità usata per piantare gli alberi, soprattutto se fatto sulla terra palestinese rubata, potrebbe cancellare la complicità del JNF con l'occupazione e l'apartheid.

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