Imperialismo

Come farà la Palestina a liberasi dai regimi dei paesi arabi che la circondano?

Il ruolo dei paesi arabi nel 48 e ora. Due momenti storici descritti di seguito. Non cambia molto. Non è su di loro che può contare la Palestina. Diversi sono i popoli dai regimi che li governano. Perché i popoli arabi possano solidarizzare con il popolo palestinese dovranno prima liberarsi dei loro regimi. Come noi d'altra parte per solidarizzare con i palestinesi avremo bisogno di liberarci dei Salvini, fraterni amici dei Netanyahu.

Onore ai partigiani iternazionalisti curdi, italiani, palestinesi!

L’assassinio del compagno anarchico Lorenzo Orsetti da parte dei tagliagole dell’Isis, fratelli e servi dei sionisti, ha messo in luce un aspetto davvero “curioso”.

A seguito della notizia della sua morte e testamento, pubblicata sui media il 19 marzo 2019, sono emersi in decine e decine di migliaia i sostenitori, che giustamente hanno voluto ricordarlo e portare solidarietà alla famiglia, oltre che alla giusta lotta del popolo curdo. Persino sezioni dell’Anpi, amministratori comunali etc.

Golan siriano: il “FAR WEST 2.0”

In una riedizione suprematista-hollywoodiana della propria storia di conquista coloniale della prateria nordamericana, l’establishment USA sta riproponendo il suo “Far West 2.0” negli altopiani e nella steppa siriana. Ad un anno dal riconoscimento imperialista di Gerusalemme come “capitale dello Stato d’israele” e ad un anno esatto dall’avvio della Grande Marcia del Ritorno palestinese, duramente repressa dai sionisti, gli evangelici-sionisti dell’Amministrazione Trump, in occasione dell’annuale convention della lobby israelo-statunitense AIPAC , hanno pensato di “regalare” altra terra araba ai loro protetti coloniali.

Un altro “regalo” taroccato, però, in quanto (anche questo) non nella loro disponibilità politica, legale e diplomatica, ma comunque dalla forte carica simbolica. Una ulteriore “spinta” verso la guerra di conquista, che soggiace alla strategia del “Progetto per la Vittoria di Israele” e che pressapoco recita: “L'Israel Victory Project, chiede una sconfitta palestinese al posto di ciò che (il Forum) considera una diplomazia fallita,” con “l'assunto che regna da 30 anni secondo cui il conflitto israelo-palestinese può essere risolto attraverso negoziati, mediazione diplomatica, compromesso e concessioni dolorose. Piuttosto”, viene suggerito "un approccio completamente diverso, che osserva il racconto storico e osserva che i conflitti generalmente finiscono quando una parte si arrende. Una perdita sul campo di battaglia,” dicono infatti i sionisti, “non significa necessariamente sconfitta . La guerra dei Sei Giorni del 1967 fu forse la più grande vittoria militare nella storia documentata, ma non portò a un senso di sconfitta. L'unico modo per risolvere il conflitto è lasciare che una parte si arrenda ". Per questo sconcertante pensiero politico, quindi "se i palestinesi si arrenderanno, guadagnerebbero ancor più degli israeliani perché gli israeliani vivono in un paese funzionante avanzato, democratico e rispettoso della legge; i palestinesi vivono in qualcosa di molto peggio. Solo quando i palestinesi abbandoneranno la loro rivendicazione irredentista su Israele potranno fare progressi e costruire la loro politeità, economia, società e cultura ". "Devono mostrare un ripudio del loro tradizionale rifiuto ed accettazione di Israele, degli ebrei e del Sionismo...”.

Per un 25 Aprile antifascista, antisionista e antimperialista!

CONTRO IL RAZZISMO E L’APARTHEID

Come realtà pro-Palestina e antisioniste, anche quest’anno aderiamo alla manifestazione indetta dall’ANPI a Roma per il 25 Aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo, e invitiamo tutte le forze politiche e sociali democratiche, antifasciste e anticapitaliste ad una mobilitazione unitaria con contenuti internazionalisti, antisionisti e antimperialisti, la cui portata è ancora più ampia alla luce dell’attuale situazione interna e internazionale.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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