Intifada

Quale futuro per i palestinesi e non solo?

La diplomazia Internazionale è in movimento: occorre trovare una soluzione alle violenze di queste settimane nei Territori occupati e nella prigione a cielo aperto di Gaza.

Vengono avviati incontri più o meno ufficiali tra Usa, Israele, Giordania, A.N.P e paesi Europei e la base, pretestuosa, della discussione è/sarà la questione sulla ‘gestione’ del territorio della Moschea di al Aqsa (ma che dagli ebrei è chiamato/rivendicato come il Monte del Tempio), il luogo che ha dato il via alla terza intifada, come tanti la definiscono.

Domande frequenti e risposte sulla resistenza popolare palestinese

D1. Come descriverebbe l'attuale situazione sul terreno?

R1. Una nuova generazione di palestinesi sta marciando sulle orme di generazioni precedenti, scendendo nelle strade contro il brutale, decennale regime israeliano di occupazione, colonialismo e apartheid. È un'altra fase della lotta popolare contro il terrorismo di stato israeliano.

Al fianco di chi lotta in Palestina #Intifada dei coltelli

La chiamano “intifada dei coltelli” o Terza intifada ma comunque la si chiami è uno dei momenti di massima espressione di questi ultimi anni della rabbia e forza di un popolo che da oltre 70 anni subisce le violenze dei governi sionisti israeliani. Ancora una volta a scendere per strada intere generazioni di giovani e giovanissimi che, al fianco dei più grandi, lottano per la propria libertà.

Esploso all’inizio di ottobre 2015 il nuovo movimento spontaneo sta coinvolgendo migliaia di persone nei territori palestinesi e israeliani. Il conflitto vede fino ad oggi (17.10.15) 7 israeliani uccisi e 44 palestinesi a riprova ancora una volta dello squilibrio di forze tra le due parti e della violenza con cui Israele reprime i movimenti palestinesi che chiedono innanzitutto una terra in cui vivere in pace.

SOSTENIAMO L'INTIFADA

La Palestina brucia e si infiamma di ora in ora, dai territori occupati alla Palestina del '48 il popolo palestinese manifesta la propria collera e disperazione scaturita da anni di inutili negoziati, anni in cui hanno dovuto subire ulteriori privazioni e visto aumentare la colonizzazione e la repressione.

Una nuova generazione di giovani palestinesi è determinata a non piegarsi di fronte all'occupante, gli scontri e gli attacchi di questi giorni sono portati avanti da minorenni e ragazzi che non superano i 23-24 anni: la c.d. "generazione di Oslo", slegati dai partiti politici, ragazzi che non hanno mai visto il mare, mai visto Gerusalemme e che vivono la mancanza di libertà di movimento e di espressione. Una generazione che è il motore di quella che da più parti viene definita una nuova Intifada e che ha avuto la capacita di far riemergere l'unità del popolo palestinese contro l'occupante sionista, un'unità che invece i partiti politici hanno a parole invocato ma mai realizzato, pensando a curare i propri interessi e non quelli del popolo.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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