Intifada

Palestina. La generazione dei ribelli scomodi

"Mentre i commentatori discutono sulla probabilità di una Terza Intifada in Palestina, una nuova generazione di palestinesi a Gerusalemme e in Cisgiordania è venuta alla luce. Sono consapevoli che i coltelli e le pietre non possono liberare la Palestina. Ma sanno anche che la liberazione non arriverà attraverso inutili colloqui di pace". L'analisi di Budour Hassan.

Nel 1995, quando Samar rimase incinta del suo quinto figlio, i dottori sospettavano che il feto sarebbe cresciuto con alcune malformazioni, e non sarebbe sopravvissuto. Samar, suo marito Ibrahim e i loro altri 4 figli si erano appena stabiliti nel campo rifugiati di Shu’fat, nei sobborghi della Gerusalemme occupata, insieme alla madre di Samar, Nawal, che si prendeva cura di lei.

APPELLO per una giornata di mobilitazione il 24 ottobre a Milano

ore 13:30 – PRESIDIO
davanti al consolato francese (via Moscova 12)

ore 15:30 – CORTEO
concentramento in piazza San Babila

per la liberazione del rivoluzionario prigioniero
Georges Ibrahim Abdallah, al fianco della Resistenza palestinese, contro la NATO,
l’esercitazione militare Trident Juncture
e tutte le guerre imperialiste!

in sostegno della Resistenza palestinese e di tutte le resistenze dei popoli che lottano!

Barakat: il discorso di Abu Mazen è pieno di contraddizioni e di politiche obsolete

Il compagno Khaled Barakat, in merito al discorso di Mahmoud Abbas tenuto lo scorso 14 ottobre, ha affermato che “elude tutti i punti chiave a cui il popolo palestinese aspira oggi con l'intensificarsi della rivolta popolare, in particolare la fine completa del percorso di Oslo e dei negoziati, mostrando il suo impegno per la difesa e la conquista dei nostri diritti nazionali, innescando una nuova fase di relazioni interne per ripristinare l'unità nazionale e promuovendo una data ed un luogo per indire una sessione urgente del direttivo dell'OLP per formare un quadro di leadership provvisoria che includa tutte le forze nazionali ed islamiche palestinesi”.

In una dichiarazione ad Al-Hadaf News il compagno ha dichiarato che il discorso di Abu Mazen conteneva “alcune frasi che ad una lettura superficiale provano a collocarsi su posizioni nuove, come il riferimento ad un rifiuto di rimanere ostaggio di accordi con Israele, mentre però nella realtà è impantanato in una grossa contraddizione; Abbas continua a fare affidamento sulla possibilità e sull'approccio di assurdi negoziati, che si sono dimostrati inutili e pericolosi, un completo fallimento nel corso dei decenni”.

INTIFADA DEI COLTELLI

Ormai si contano a decine i morti e a centinaia i feriti dall'inizio della “Intifada dei coltelli”, che partendo dalla Spianata delle Moschee di Gerusalemme si sta espandendo a macchia d'olio in tutta la Palestina, arrivando ad Hebron, Tel Aviv e Gaza. Proprio l'arma simbolo di questa nuova intifada, rappresenta al contempo la determinazione e la rabbia emergente dalle ceneri degli Accordi di Oslo che, definitivamente abortiti dalla realtà mediorientale, vengono strumentalmente tenuti in vita solo nei salotti buoni delle capitali occidentali, soprattutto quelli della sinistra filo-sionista e atlantista.

La trasformazione del comune coltello da cucina, in arma da sollevazione popolare, utilizzata in temerari attacchi ravvicinati, tesi ad eliminare e disarmare un nemico che, codardamente, preferisce combattere dalla“distanza di sicurezza” garantita dai proiettili sparati con i mitragliatori o dalle bombe sganciate dagli aerei, sta seminando il panico tra coloni e occupanti sionisti. Che non si sentono più così sicuri di poter camminare con arroganza nelle strade usurpate, o di potersi permettere blasfeme e provocatorie camminate in luoghi ritenuti sacri e inviolabili, non solo dai palestinesi ma da centinaia di milioni di persone.

Pagine

Subscribe to RSS - Intifada

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

PalestinaRossa newsletter

Resta informato sulle nostre ultime news!

Subscribe to PalestinaRossa newsletter feed

Accesso utente