Intifada

Comunicato del FPLP: l'occupazione è responsabile dell'escalation a Gerusalemme

Il compagno Khalil Magdesi, membro del Comitato centrale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, a seguito degli ultimi avvenimenti a Gerusalemme dello scorso 18 novembre ha dichiarato che "l'operazione di oggi nella città è una risposta naturale alle politiche razziste e ai crimini dell'occupazione in corso, ed è quindi responsabile per l'escalation a Gerusalemme ed in tutta la Palestina. Subiamo quotidianamente linciaggi che testimoniano la presa di mira degli arabi palestinesi, demolizione di case, confisca delle terre per la costruzione di colonie, adozione di misure senza precedenti per i luoghi sacri a Gerusalemme nei confronti di musulmani e cristiani".

"Ogni giorno, migliaia di sostenitori del PFLP - e tutto il nostro popolo - resistere all'occupazione sia a Gerusalemme sia in tutta la Palestina. Queste azioni continueranno ad intensificarsi finché l'occupazione andrà avanti, ed il FPLP si impegnerà a colpire ogni istituzione dell'occupazione. Nessun luogo a Gerusalemme dovrà essere sicuro fino a quando il popolo palestinese non sarà al sicuro; la loro 'sicurezza' non può essere costruita sulle spalle del popolo palestinese. Come unico risultato dei loro attacchi a Gerusalemme quindi, gli occupanti, troveranno la nostra fermezza nel proseguire ed accrescere la resistenza tra le masse palestinesi.

Abu Ahmad Fuad: Siamo sulla soglia di una nuova intifada popolare

"Siamo sull'orlo di una nuova intifada popolare", ha affermato il compagno Abu Ahmad Fuad, vice segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

In un'intervista con Al-Mayadeen TV, Ahmad Fuad ha dichiarato: "Gli eventi che si susseguono in Palestina, ivi comprese le operazioni effettuate dai giovani alla luce della crescente escalation di repressione israeliana e delle violazioni perpetrate contro il nostro popolo, dimostrano come si sia potenzialmente vicini ad una massiccia intifada popolare, come avremo modo di vedere nel prossimo periodo".

Terza Intifada, l'appello di Barghouti: "È l'ora della resistenza armata". Sui social network appelli a investire i coloni

“È arrivato il momento della resistenza armata”. Marwan Barghouti – secondo quanto riferisce il canale televisivo israeliano I24News - si appella ai palestinesi, dal carcere israeliano dove sta scontando cinque ergastoli, per chiedergli di trasformare gli attuali singoli episodi di rivolta in una sollevazione popolare armata. Vale a dire la terza Intifada, dopo quelle del 1987 e del 2000. Barghouti, 55 anni, è l’ex capo dei Tanzim di Al Fatah, che durante la seconda Intifada misero a segno alcuni degli attacchi più sanguinosi.

Barghouti invoca la terza Intifada. In una lettera all’Autorità nazionale palestinese (Anp), Barghouti afferma che "la resistenza armata contro l'occupazione è l' eredità di Yasser Arafat", di cui proprio oggi si celebra il decimo anniversario della morte. Barghouti polemizza con i dirigenti dell'Anp: "Cessino la cooperazione di sicurezza con Israele perché rafforza l' occupazione israeliana".

FPLP: È tempo per una azione di lotta contro i reati dell’occupazione a Gerusalemme

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina invita tutti gli amici della Palestina e le organizzazioni per la giustizia, rivoluzionarie e progressiste di tutto il mondo a mobilitarsi con manifestazioni, presidi ed azioni politiche dirette a tutti i livelli, in solidarietà con il popolo palestinese per quanto sta accadendo a Gerusalemme, sotto attacco e sotto assedio, che ogni giorno subisce ed affronta il genocidio culturale, la pulizia etnica, i tentativi di isolare il popolo palestinese da Gerusalemme e dal resto della Palestina.

La direzione del Fronte chiede inoltre alle comunità palestinesi e arabe in tutto il mondo di mobilitarsi in difesa dei loro fratelli e sorelle di Gerusalemme e per l'intero popolo palestinese. Il compagno Abu Ahmad Fuad, vice segretario generale dell'FPLP, ha dichiarato che "la nostra gente non sarà soppressa, né a Gaza né in Cisgiordania e nemmeno nella Palestina occupata del '48, così come in diaspora o a Gerusalemme, dove è in corso una grande rivolta popolare".

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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