Intifada

I giovani in Palestina: attori di un cambiamento?

I giovani hanno la possibilità di mobilitare la comunità e generare un pensiero innovativo e creativo. La quota dei bambini e dei giovani che sono al di sotto dei 18 anni raggiunge un ragguardevole 60% nei territori palestinesi, mentre, al contrario, copre solo il 16,5 % in Germania. I giovani hanno la possibilità di mobilitare la comunità e concepire un pensiero innovativo e creativo.

Se investiti di potere e auto-organizzati come membri attivi della società civile, essi rappresentano la più potente risorsa umana per lo sviluppo sostenibile, in particolar modo nella società palestinese. Senz’alcun dubbio il coinvolgimento attivo dei giovani nella società e nei processi decisionali sono indicatori di una più efficiente e responsabile rappresentanza dei cittadini e di buon governo. Anche se la partecipazione dei giovani è un diritto che trova riferimento nella Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR, articoli 19 e 25), gli ultimi sondaggi tra la gioventù palestinese mostrano tendenze allarmanti.

Palestina, la sintassi interna del lancio di sassi

L'articolo della giornalista israeliana Amira Hass che ha fatto infuriare Tel Aviv: "Avrebbe senso che le scuole palestinesi tenessero lezioni sulla resistenza".

Ramallah, 6 aprile 2013

Lanciare pietre è il diritto e il dovere di chiunque sia soggetto ad un regime straniero. Lanciare pietre è un'azione ma anche la metafora della resistenza. La persecuzione dei lanciatori di pietre, compresi bambini di otto anni, è parte inseparabile - anche se non sempre chiaramente enunciata - dei requisiti professionali del regime straniero, così come gli spari, le torture, la confisca di terre, le restrizioni al movimento e la diseguale distribuzione delle risorse idriche.

Analisi dell'attuale situazione palestinese, proiezioni future e proposte di resistenza

Report dell'incontro con Michele Giorgio a Milano

LA “CRISI” DELLA SOLIDARIETÀ CON LA PALESTINA

Nell'ambito della solidarietà con la Palestina, a livello sia nazionale sia internazionale, ormai da tempo si riscontrano difficoltà nel creare una base condivisa da cui partire e su cui lavorare. Riteniamo che questo fenomeno sia una naturale conseguenza delle plurime visioni che della Palestina hanno gli stessi palestinesi, divergenza ancor più evidente se si guarda ai vertici delle classi dirigenti.

Fatah, la DC della Palestina?

La scelta di usare i paraocchi per poter dire "abbiamo vinto" le elezioni e per perpetrare ingiustizie ai danni della causa palestinese

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a dichiarazioni, smentite e contro-risposte da parte dei leader delle fazioni palestinesi in merito alle ultime elezioni e al futuro della Palestina. Tali vicende non sono altro che la cartina tornasole della disarmonia e delle divisioni che ormai caratterizzano la scena politica palestinese degli ultimi anni, celata da molteplici promesse di riconciliazione nazionale che in realtà - ormai è evidente - non rientra nei progetti di nessuno tra gli attori presenti nei piani alti del potere.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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