Intifada

L’Intifada creativa di Suad Amiry

Recuperare la storia del popolo palestinese restaurando antichi villaggi. Trasformare costruzioni armate israeliane in spazi pubblici per tutti. Suad Amiry racconta il suo ventennale per decolonizzare la sua terra.


Hosh El Atem- Birzeit (copyright Riwaq)

Decolonizzare la Palestina, a partire dall’architettura. E’ il progetto a cui lavora con passione, da più di vent’anni, l’architetto e scrittrice Suad Amiry. Con un obiettivo: non aggiungere distruzione a distruzione. E nemmeno altro cemento alla già soffocata Ramallah, che boccheggia senza un alito di verde. Il punto cruciale per Amiry- conosciuta in Italia soprattutto per i suoi  romanzi e la forza dei dei suoi libri inchiesta – è dare nuova vita all’architettura palestinese, agli anonimi palazzi cittadini costruiti negli anni Novanta, ma anche alle abitazioni fortificate israeliane, immaginando parchi giochi al posto di basi militari e centri di aggregazione sui tetti delle colonie in disuso.

Discussione sulla resistenza nonviolenta

Vergato Bologna Italia - 14 luglio 2012

Grazie Lina,

Il tuo intervento e’ importante, per noi che da tanti anni lavoriamo e partecipiamo da "esterni" alla lotta Palestinese contro l’occupazione Israeliana.

Io lavoro in un istituto di ricerche per la pace che sostiene la necessita’ di dotare la societa’ civile in tutti i paesi del mondo di uno strumento organizzato chiamato Corpi civili di pace. Lavoriamo per l’empowerment delle societa’ civili ed i loro diritti con strumenti nonviolenti per il cambiamento sociale. Non siamo sostenuti da fondi pubblici e politici ed i fondi per le nostre azioni sono personali o frutto di crowd funding.

La terza Intifada e’ inevitabile

Israele, favorito da anni di cooperazione senza precedenti con le forze palestinesi in Cisgiordania, manca di qualsiasi incentivo per porre fine all’occupazione, mentre i palestinesi hanno perso ogni speranza che gli israeliani concedano loro uno Stato – scrive l’analista Nathan Thrall

All’inizio di giugno, durante un incontro privato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e i suoi consiglieri di sicurezza, un gruppo formato da esperti sul Medio Oriente ed ex funzionari dell’intelligence ha ammonito che una terza Intifada è imminente. Essi hanno spiegato che l’immediato catalizzatore potrebbe essere un’altra moschea devastata da coloni ebrei (come quella incendiata martedì 19 giugno) o la costruzione di nuovi insediamenti. A prescindere da quale sia la miccia, alla base del fermento in Cisgiordania vi è l’opinione generale che il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, si trovi in un vicolo cieco.

Arafat assassinato con veleno radioattivo

Tracce di plutonio rinvenute sugli abiti e lo spazzolino del leader palestinese ucciso nel 2004. Una notizia che conferma tante denunce messe sotto silenzio dalla “comunità internazionale”. L'inchiesta condotta da Amnon Kapeliouk un anno dopo la morte di Abu Ammar.

Tracce di plutonio radioattivo, in quantità elevate ed anomale, sono state ritrovate sugli abiti indossati da Yasser Arafat e suoi suoi effetti personali, utilizzati negli ultimi giorni di vita dell'ex leader palestinese. E' quanto emerge dalle conclusioni delle accurate analisi di laboratorio effettuate in Svizzera, secondo quanto riferisce oggi l'emittente panaraba al Jazeera. Arafat morì l'11 novembre 2004 in un ospedale militare di Percy, alla periferia di Parigi.

Le analisi sono state compiute su campioni biologici prelevati, in particolare, sulla kefia e sullo spazzolino da denti di Arafat, che erano stati riconsegnati alla vedova del leader palestinese dalla dirigenza dell'ospedale di Percy. "La conclusione è che abbiamo trovato un livello significativo di plutonio in questi campioni", ha detto il direttore dell'Istituto di Radio-Fisica di Losanna, François Bochud.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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