Intifada

Seconda dichiarazione della sezione del FPLP nelle carceri israeliane su Gerusalemme

La vittoria del nostro popolo a Gerusalemme contro gli attacchi sionisti è una vittoria morale e storica. Ci rivolgiamo al nostro popolo in difficoltà e alla nostra gente nella città santa di Gerusalemme...la vostra determinazione, pazienza e impegno nel portare avanti verso la vittoria la lotta contro le azioni sioniste a danno della città di Gerusalemme e della moschea di Al-Aqsa rappresenta un deterrente efficace all'arroganza dell'occupazione, che in questo contesto è stata riportata nella sua tomba desolata, trascinando con se la delusione dei suoi atti futili.

I cuori dei giovani, delle donne, dei bambini e degli anziani che sono usciti per difendere la città si sono battuti uniti alle masse del nostro popolo nelle piazze in tutta la Palestina. Questa alleanza nazionale di coesione popolare mostra che il popolo palestinese è pieno di enormi possibilità, nonostante tutti gli sforzi delle forze nemiche nel tentare di tenerli sotto controllo e di reindirizzarli verso battaglie inutili che servono solo l'occupazione. In questa battaglia avete dimostrato con il vostro sangue, il vostro sacrificio e la vostra fermezza che siete i legittimi sovrani della terra palestinese e che difenderete la vostra giusta causa.

Considerazioni sul progetto sionista

In Palestina, dopo settimane di arresti, pestaggi, torture e uccisioni di giovani, uomini e donne palestinesi, oggi 24 luglio 2017, Netanyahu ‘ha fatto un passo indietro’ togliendo i metal detector dall’ingresso della moschea di  al-Aqsa.

Centinaia di palestinesi sono stati sequestrati a Gerusalemme: i rapporti mensili documentano gli arresti di massa che hanno colpito la popolazione. I cittadini di Gerusalemme hanno subito i continui attacchi dei coloni atti a demolire le loro residenze e a costringere le loro famiglie  a subire la confisca delle terre.

Recensione del libro “Cinquant'anni dopo” di Chiara Cruciati e Michele Giorgio

Il libro è dedicato a Stefano Chiarini, Vittorio Arrigoni e Maurizio Musolino, tre persone che hanno dedicato la loro vita alla causa palestinese

Dedico questa recensione ad Abdul Qsder Abu al-Fahem, primo prigioniero palestinese morto dopo essere stato nutrito con la forza nel carcere di Ashkelon, era il 1970.ì

C'è chi scrive per convincere, per indurre altri a fare determinate scelte, c'è chi scrive affinché i lettori abbiano gli elementi per conoscere, riflettere e scegliere. Con “Cinquant'anni dopo. 1967-2017. I territori palestinesi occupati e il fallimento della soluzione dei due Stati”, Chiara Cruciati e Michele Giorgio, giornalisti de Il Manifesto, dimostrano di appartenere alla seconda categoria di scrittori. Le loro biografie lo confermano chiaramente.

L'occasione è il cinquantesimo anno dalla “Guerra dei sei giorni” del 1967, quindi dall'inizio dell'occupazione di Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme est, ovvero di quel territorio in cui i palestinesi avrebbero dovuto programmare il loro Stato...ma l'ombra sionista si estende fino a 100 anni prima, con la dichiarazione di Balfour.

Gerusalemme: i metal detector sulla Spianata delle Moschee

In uno spazio limitato si concentrano a Gerusalemme i luoghi tra i più sacri delle tre religioni monoteistiche. Secondo il Corano, dalla Spianata delle Moschee è avvenuta l’ascensione al cielo di Maometto. Nello stesso luogo era situato il Tempio di Salomone, distrutto dai Romani nel 70 d. C. Il Muro del Pianto, quello che ne rimane, è il luogo di culto tra i più simbolici per gli ebrei. Per finire non lontana la Basilica del Santo Sepolcro dove Gesù Cristo è stato seppellito ed è risorto. Anche il Monte del Tempio è un luogo sacro per i cristiani.

Bastano queste indicazioni per comprendere le complicazioni religiose e storiche di questi luoghi.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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