Intifada

Leggi contro il boicottaggio del regime sionista: un nuovo passo nel "diritto di guerra"

È da quindici anni in qua, a partire dalla proclamazione della cosiddetta “guerra al terrorismo”, che si sta verificando un aggravamento di anno in anno della normativa e della prassi repressiva e di controllo applicata negli Usa e nei paesi dell'Unione Europea. Ciò è avvenuto parallelamente ai processi di aggressione militare imperialista che queste stesse potenze portano avanti verso i popoli dell'area arabo – islamica, investendo un'area sempre più estesa, che oggi va dalla Libia all'Afghanistan, con conseguenza via via più atroci.

La guerra imperialista sta dunque modellando anche il fronte interno delle società dei paesi che la conducono: dal patrioct act statunitense alle recenti leggi contro i “foreing fighters” varate dai paesi europei, dal dispiegamento dei militari nelle metropoli alle frontiere segnate da nuovi muri, fino ad arrivare allo stato d'emergenza in Francia, promulgato dopo gli attentati di novembre 2015 e tuttora in vigore.

Considerazioni sul 25 Aprile 2016 a Milano

La nostra presenza in piazza il 25 aprile contro il revisionismo storico, al fianco dell’eroica Resistenza palestinese e le lotte di liberazione dei popoli si è fatta sentire e vedere.

Centinaia di compagne e compagni con striscioni, cartelli, interventi, volantini e slogan non ha dato tregua a chi in questa giornata, vergognosamente, usando in maniera strumentale la Brigata ebraica, avrebbe voluto sdoganare l’entità sionista di Israele e la sua partecipazione ai cortei antifascisti che celebrano gli anniversari della vittoria della resistenza partigiana sul nazifascismo.

I social media e la terza intifada: la scomoda verità

Sei mesi dopo il suo inizio, sono state poste più domande che fornite risposte relativamente alla violenta rivolta dei giovani nei territori palestinesi occupati. “E’o non è una terza intifada?” è stata la questione più dibattuta da molti media ed analisi. La seconda, “I social media vi hanno contribuito?”, ha provocato un analogo disorientamento sul loro ruolo nell’ultima rivolta dei giovani.

La confusione è stata soprattutto evidente nella difficoltà dei media nel definire questi nuovi soggetti senza leadership e le loro inconsuete modalità di mobilitazione. I giornalisti hanno dovuto modificare la propria terminologia e creare nuove espressioni, come “lupo solitario” e “ istigatore informatico”.

Dichiarazione dal Ramo nelle carceri del FPLP nel giorno dei prigionieri palestinesi: sollevare la questione dei prigionieri in tutte le arene internazionali

Per le masse del nostro popolo in lotta, nelle vie e nelle piazze della Palestina, nei campi, in esilio e nella diaspora scriviamo da dietro le sbarre e queste alte mura.

I vostri figli imprigionati e i vostri compagni di lotta per la nostra patria e la nostra causa vi salutano. Chiniamo il capo davanti ai martiri il cui sangue è stato versato ogni giorno nella lotta per la Palestina, per la nostra gente, per i nostri diritti e la nostra terra. Salutiamo le madri dei martiri e dei prigionieri, abbracciamo la resistenza del popolo palestinese e i suoi combattenti, orgogliosi di Gerusalemme dove la popolazione combatte giorno e notte in difesa della loro libertà, della loro dignità e della loro identità.

Il nostro valoroso popolo rinnova la lotta e continua il percorso della rivoluzione e della resistenza per liberare la nostra terra dall’occupazione e per raggiungere la liberazione e il ritorno dei profughi.

Siamo con voi oggi in occasione della Giornata dei prigionieri palestinesi, momento in cui cui il nostro popolo si unisce alla causa dei prigionieri che ricorre ogni anno ma che sostiene quotidianamente. Cogliamo l'occasione per salutare i martiri del movimento dei prigionieri le cui vite sono state prese dai torturatori sionisti e nelle misere cliniche del carcere a causa della voluta e deliberata negligenza medica. Salutiamo i fratelli e i compagni che lottano in Ramle, clinica della prigione, le sorelle e le compagne nelle carceri di Hasharon e Damon, i detenuti anziani ed i nostri giovani figli imprigionati.

Pagine

Subscribe to RSS - Intifada

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

PalestinaRossa newsletter

Resta informato sulle nostre ultime news!

Subscribe to PalestinaRossa newsletter feed

Accesso utente