Iran

Paola Rivetti: libertà d’espressione accademica e BDS

Un'intervista molto ampia ed interessante su vari temi, tra cui il movimento BDS, l'engagement accademico per la giustizia e la libertà d’espressione accademica, soprattutto quando si tratta del diritto alla critica contro lo Stato sionista di Israele.

Paola Rivetti lavora come ricercatrice e insegna alla Dublin City University a Dublino, Irlanda. Tra i suoi interessi di ricerca, vi sono lo studio delle dinamiche di governo e disciplinamento del dissenso in Medio Oriente e l'analisi della trasformazione dello stato. Paola e' coinvolta in un progetto europeo che studia il cambiamento culturale e valoriale tra i giovani in cinque paesi mediorientali e ha ricevuto una borsa dell'Irish Research Council per studiare le mobilitazioni e i cicli di protesta in Iran a partire dagli ani Novanta. E' attualmente segretaria nazionale della Societa' per gli studi mediorientali italiana. Ha pubblicato su numerose riviste italiane e internazionali e ha curato 'Continuity and change before and after the Arab uprisings. Morocco, Tunisia and Egypt' (Routledge, 2015) con Rosita Di Peri.

Della guerra. Crisi e conflitti dell'imperialismo - di Emilio Quadrelli

“La guerra oggi non è niente di diverso da quello che era prima. Essa aumenterà la domanda di navi, aumenterà i rischi dei trasporti e i prezzi delle merci; la speculazione avrà una ripresa...Al contrario se non viene alla guerra, il mondo dovrà ancora aspettare a lungo un miglioramento naturale che è ancora lontano”

P. Togliatti
La preparazione di una nuova guerra mondiale da parte
degli imperialisti e i compiti dell'Internazionale comunista

Incipit

Mentre si stava completando la revisione del presente saggio Parigi era sotto attacco. Cellule islamiche combattenti, legate all'Isis, hanno portato la guerra non solo dentro le metropoli imperialiste ma lo hanno fatto colpendo direttamente la popolazione.

Un nuovo lessico per il nostro "Che fare?" sulla questione israelo-palestinese

“Ha ancora senso oggi parlare di Palestina e Israele usando espressioni come “processo di pace”, “soluzione a due Stati”, “partizione”? Ha senso continuare con un vuoto dibattito politico, facendo il gioco dei sionisti e mantenendo lo status quo? Le tesi di Noam Chomsky e Ilan Pappé ruotano attorno all’idea che i tempi siano maturi per un cambio di rotta”. Questa breve sinossi si trova a commento del nuovo libro di N. Chomsky e I. Pappé, Palestina e Israele: Che fare?, Fazi, giugno 2015. E ancora “Si tratta di un nuovo approccio, i cui cardini scaturiscono innanzitutto dalla necessità di superare l’ipocrisia del lessico israeliano; non più “processo di pace”, dunque, ma “decolonizzazione” e “cambio di regime”.

Come scrive Pappé, c’è bisogno di «un nuovo discorso che analizzi la realtà invece di ignorarla», perciò «se si vuole superare la paralisi concettuale impostaci dalla soluzione a due Stati, chiunque sia nelle condizioni di farlo – a qualsiasi livello – dovrebbe proporre una struttura politica, ideologica, costituzionale e socioeconomica che valga per tutti gli abitanti della Palestina, non solo dello Stato di Israele».

La nuova guerra di Israele contro il movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni

Da quando il mese scorso la nuova coalizione governativa israeliana di estrema destra ha preso il potere, aleggiano due grandi spauracchi: l'Iran e il BDS, il movimento per boicottare, disinvestire e sanzionare Israele fino a quando non riconosca i diritti fondamentali dei palestinesi.

Ma ora, come Ali Abunimah [direttore di “Electronic Intifada” n.d.t.] sostiene, [la questione del] BDS come la maggiore “minaccia”nei confronti di Israele sembra orientata a superare quella dell'Iran. Dando come perduta la battaglia contro il riavvicinamento di Obama con l'Iran, sembra che questa sarà “l'era del BDS” nelle parole di un opinionista sionista di sinistra moderata.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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