Iran

No alla licenza israeliana e occidentale di aggredire e di uccidere

ISM-Italia Comunicato stampa

19 agosto 2012

Dovrebbe essere sufficiente ai sionisti, capaci di coprire tutte le sponde, quelle di destra, quelle di centro e quelle di sinistra, leggere quanto viene scritto sui giornali israeliani sulla minaccia, all'apparenza sempre più concreta, di un attacco all'Iran, per essere almeno più prudenti nelle manifestazioni di una islamofobia, sempre più allucinante, e nel loro cieco sostegno a un governo di criminali di guerra come quello israeliano.

Non ci interessa entrare qui nella discussione infinita sulla probabilità che un attacco israeliano si verifichi, domani, dopodomani, tra qualche mese, prima o dopo le elezioni americane.

Il nemico virtuale che minaccia il Medio Oriente

Storia di Flame, il nuovo malware capace di registrare tutto quello che fate

L’azienda specializzata nella sicurezza web Kaspersky ha annunciato l’ingresso nel panorama del web di un malware specializzato nella raccolta d’informazioni sensibili nei computer dei malcapitati infettati. Ne parlano Haaretz e Reuters.

LA MINACCIA - Qual è la differenza tra un semplice spyware e la nuova minaccia? Flame, questo il nome della scoperta di Kasperksy sarebbe il programma più complesso strumento informatico al momento esistente. Flame avrebbe infettato computer in Iran, in Cisgiordania, Suda, Siria, Libano, Arabia Saudita ed Egitto. Altri paesi in cui è stato trovato sono Ungheria, Austria, Russia, Hong Kong ed Emirati Arabi Uniti. Flame avrebbe superato in complessità Duqu, il programma finora più “pericoloso”, scoperto nel 2010 e principale responsabile del danneggiamento dei computer dedicati al controllo delle centrifughe per l’arricchimento dell’uranio della centrale di Nantaz.

1948 - 2012 La Nakba, una catastrofe non solo palestinese

L’anniversario della Nakba quest’anno cade mentre nelle carceri israeliane i palestinesi hanno ingaggiato una lotta durissima: la “battaglia delle pance vuote”, lo sciopero della fame in difesa della propria dignità e per il rispetto dei più elementari diritti.

Bilal e Thaer sono al 74° giorno di sciopero della fame, ormai allo stremo. Rifiutano il cibo dei carcerieri per protestare contro la detenzione amministrativa, cioè la detenzione senza contestazione di accuse al detenuto e senza processo. Bilal è stato arrestato il 17 agosto 2012, Thaer il 28 giugno 2010. Nonostante la situazione drammatica, perseverando nell’arbitrio e nell’uso terroristico degli strumenti coercitivi pochi giorni fa la corte militare israeliana ha respinto la richiesta di liberazione. Il regime repressivo israeliano è uno dei mezzi più efferati con cui l’architettura statuale sionista perpetua il suo progetto neocoloniale. Terrorismo nei confronti della popolazione palestinese: non c’è altro termine che possa definire l’uso indiscriminato degli arresti, della carcerazione preventiva , della negazione di assistenza legale per oltre 90 giorni, che lascia i prigionieri alla mercé delle forze di sicurezza.

Governo di coalizione: la strategia israeliana

Per tutti i partiti politici ebrei sionisti essere una parte del governo è considerata la norma in Israele. L'annuncio di questa settimana che il partito Kadima si è unito al governo e che le elezioni non si terranno in settembre non è dopo tutto una sorpresa. Michael Warschawski spiega il perchè.

Circa 1000 persone hanno manifestato martedì notte a Tel Aviv per protestare contro la decisione di ritirare le elezioni di settembre e di creare un governo ad ampia base che includa anche il partito Kadima, che fino a questo momento costituisce l'unica opposizione ufficiale in Israele. Come ci si poteva aspettare, i manifestanti, tra i quali c'era anche l'ex leader dell'opposizione Tzipi Livni, si sono scontrati con la violenza della polizia, e molti di loro sono stati detenuti per molte ore.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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