Iran

Il falso caso montato da Israele per bombardare Gaza nasconde motivi politici

Negli ultimi due giorni, le forze armate israeliane hanno ucciso almeno 15 abitanti della Striscia di Gaza e ne hanno feriti più di 30. Tra le vittime ci sono due  bambini (vedi qui e qui), mentre risultano tra i feriti un reporter della Ma'an News Agency e sua moglie, incinta. I gruppi militanti di Gaza hanno risposto all'attacco israeliano lanciando diversi razzi artigianali verso il sud di Israele, provocando due feriti e nessun morto.

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver dato inizio all'attacco contro Gaza allo scopo di uccidere due presunti militanti che sarebbero stati le menti di uno spudorato e mortale attacco terroristico presso la città israeliana di Eilat nell'agosto dello scorso anno. L'esercito ha anche dichiarato che i due stavano pianificando una nuova operazione. Secondo Paul Brennan, corrispondente da Gerusalemme per la versione inglese di Al Jazeera:

Il primo ministro di Hamas, Haniyeh: "la resistenza armata è l'unico modo per combattere contro Israele"

Durante la visita Iran, il Primo Ministro di Gaza dice che "la pistola è la nostra unica risposta a regime sionista", aggiungendo che i compromessi accettati da parte di Hamas sono parte di accordo di unità con Fatah per servire la causa palestinese.

L'unico percorso nella lotta palestinese contro Israele è la via della resistenza armata. Il primo ministro di Hamas Ismail Haniyeh ha detto durante una visita in Iran, Lunedi, aggiungendo che la "pistola è la nostra unica risposta al regime sionista".

Questi commenti di Haniyeh sono giunti a seguito di recenti segnalazioni di un cambiamento di strategia dichiarata da Hamas nella lotta contro Israele, con alcuni dei massimi dirigenti del gruppo che indicano che Hamas è stata diretto verso un percorso di resistenza non violenta.

Report: il capo Mossad dei servizi segreti statunitensi in visita negli Stati Uniti allo scopo di valutare la risposta americana ad un attacco israeliano contro l'Iran

Il rapporto Daily Beast ha seguito le rivelazioni dei meeting clandestini di Tamir Pardo a Washington il mese scorso durante l'udienza pubblica del Senato.
 

Lunedì scorso the Daily Beast ha dichiarato che la visita segreta del capo del Mossad, Tamir Pardo, a Washington all'inizio di questo mese aveva lo scopo di valutare come l'amministrazione del presidente Usa Barack Obama avrebbe reagito ad un ipotetico attacco israeliano contro il programma nucleare iraniano.

La visita di Pardo è stata comunicata lo scorso mese da Haaretz, dopo che alti funzionari degli Stati Uniti hanno annunciato la sua partecipazione ad una serie di incontri a Washington in occasione di un'audizione pubblica del Senato.

Nel corso dell'udienza del "Selected Committee on intelligence", alla quale hanno partecipato il Direttore della CIA David Petraeus e il direttore della National Intelligence James Clapper, il presidente Dianne Feinstein ha chiesto a Clapper se Israele non intenda colpire gli impianti nucleari iraniani. Clapper ha risposto che avrebbe preferito discutere la questione a porte chiuse.

C’è il Mossad dietro gli omicidi degli scienziati iraniani

Funzionari statunitensi confermano al New York Times la responsabilità israeliana negli assassini degli scienziati impegnati nel programma nucleare iraniano. La divergenza tra Usa e Israele sui tempi e i modi dell’attacco all’Iran rischia di far volare parecchia immondizia.

Dietro gli omicidi di almeno cinque scienziati nucleari iraniani c'è il Mossad, il servizio segreto israeliano, che ha finanziato, addestrato e armato un gruppo iraniano, i Mujaheddin del Popolo, che ha poi materialmente eseguito le uccisioni. E’ quanto hanno confidato funzionari americani, confermando così di fatto le accuse di Teheran. Parlando con la Nbc News, e chiedendo di mantenere l'anonimato, i funzionari hanno anche precisato che l'amministrazione Obama è al corrente della campagna di omicidi ma non ne è in alcun modo coinvolta, mentre il governo iraniano accusa degli omicidi anche la Cia e i servizi segreti britannici. I Mujaheddin del Popolo sono nella “lista nera” degli Usa sin dal 1997 in quanto ritenuti una organizzazione terroristica, accusata di essere responsabile della morte di sei militari americani negli anni '70 e di aver sostenuto anche la presa dell'ambasciata degli Stati Uniti a Teheran, prima di rompere con il regime degli ayatollah nel 1980.

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