Khalida Jarrar

La compagna Khalida Jarrar resiste all’ordine di espulsione

La compagna Khalida Jarrar, leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e membro del Consiglio Legislativo Palestinese, sta affrontando un ordine di espulsione da Ramallah imposto dai soldati sionisti che hanno invaso casa sua il 20 Agosto, con un ordine della corte militare che prevedeva il suo trasferimento forzato a Gerico entro 24 ore.

Jarrar ha respinto l’ordine e si è rifiutata di firmarlo, affermando che non si sarebbe attenuta a quest’ordine illegale ed illegittimo e, invece, ha affermato che “è l’Occupazione che deve andarsene dalla nostra patria.” I giovani palestinesi e i membri della General Union of Palestinian Women sono arrivati a casa sua per dare vita ad un presidio in sua solidarietà e preparandosi a resistere a qualsiasi tentativo di spostare forzatamente Jarrar a Gerico.

BNC: Report della Quarta Conferenza Nazionale BDS a Betlemme

Ramallah – L’8 giugno 2013 il Comitato Nazionale BDS [1] ha tenuto la “Quarta Conferenza Nazionale BDS” all’Università di Betlemme, con lo slogan: “Boicottare Israele e Opporsi alla normalizzazione come contributo alla Liberazione, al Ritorno dei Rifugiati e all’Auto-Determinazione”.

Con i suoi 700 partecipanti, la maggior parte dei quali rappresentanti dei Comitati Nazionali, compresi partiti politici, sindacati, organizzazioni di donne, gruppi di studenti e di giovani e altre organizzazioni della società civile, la conferenza è stata definita da molti commentatori come un “punto di svolta” per il lavoro del locale movimento BDS. Il merito va agli sforzi disinteressati di decine di volontari, per la maggior parte giovani, che hanno lavorato per molte settimane con dedizione e  talento all’organizzazione di ogni aspetto della conferenza.

Jarrar: la vita Khader Adnan in pericolo - necessaria la solidarietà ai prigionieri in sciopero della fame

La compagna Khalida Jarrar ha invitato tutte le organizzazioni palestinesi e gli attivisti internazionali ad unirsi in una campagna di solidarietà con il prigioniero Khader Adnan, in sciopero della fame da 52 giorni e in pericolo di morte.

Khalida ha anche fatto un appello per un boicottaggio totale dell'occupazione a tutti i livelli, ufficiali e pubblici, e per l'aumento delle azioni legali contro lo stato di occupazione e i suoi funzionari responsabili per i crimini commessi.

L'attivista ha inoltre incoraggiato il boicottaggio palestinese di udienze e processi di detenzione amministrativa, in quanto non sono altro che una farsa per tentare di legittimare la detenzione arbitraria, segreta e illegale, e non sono altro che un braccio dell'occupazione. Khader Adnan è detenuto in detenzione amministrativa senza accuse dal 17 dicembre, e da allora è in sciopero della fame per protestare contro il sistema illegale di detenzione amministrativa così come contro la tortura e gli abusi a cui sono sottoposti lui e gli altri prigionieri politici palestinesi durante gli interrogatori.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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