Lotta di classe

George Abdallah: “Non firmeremo alcuna abiura delle nostre idee”

Pochi giorni fa, come Rete dei Comunisti abbiamo pubblicato la traduzione di un’intervista a Majed Nehme, in cui il giornalista fa un’attenta disamina della storia (post?) coloniale del Paese dei Cedri ed arriva ad affermare senza giri di parole che il “modello libanese”, come era stato definito dalla Francia al momento della sua creazione nel 1920, è definitivamente finito.

Erdogan ha paura e continua ad applicare repressione e tortura

Erdogan ha paura del movimento nato dalle lotte costruite dai compagni del Grup Yorum e non dorme di notte, i fantasmi dei suoi omicidi e torture lo tormentano fino a fargli perdere il senso del ridicolo.

Georges Abdallah: no all’annessione dei territori palestinesi!

Georges Ibrahim Abdallah è in prigione da più di 35 anni. Combattente della resistenza comunista libanese impegnata dalla parte dei combattenti palestinesi, è detenuto dal 1984 dal sistema giudiziario francese e dai governi che si sono succeduti per complicità in atti di resistenza all’invasione sionista del suo paese, il Libano. Va ricordato che questo prigioniero politico, scagionabile dal 1999, è detenuto nel carcere di Lannemezan (Francia) per ordine del governo statunitense, nonostante due scarcerazioni pronunciate dal tribunale per l’esecuzione delle sentenze.

Pantere Nere e Palestina: l’internazionalismo Nero e la rivoluzione palestinese

Introduzione

Il 19 agosto 2014, dieci giorni dopo l’uccisione del diciottenne Michael Brown da parte della polizia di Ferguson, il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina ha rilasciato un comunicato in supporto alla lotta dei Neri negli Stati Uniti. Il sottotitolo del comunicato affermava in maniera sicura:  “L’impero imploderà”. Il Fronte definiva Michael Brown come un “martire”, in lotta contro dalla brutalità della polizia “come parte integrande del sistema razzista” degli Stati Uniti e affermava che, nonostante vivessero all’interno dei confini statunitensi, le comunità Nere si scontravano con “l’oppressione coloniale”. In particolare, il comunicato invitava “tutti i palestinesi, nello specifico la comunità palestinese negli Stati Uniti, a continuare e intensificare i loro sforzi in supporto al movimento di liberazione dei Neri. Supporto che ha una lunga tradizione ed è essenziale per espandere e approfondire questi legami di lotta e solidarietà per tutte le nostre comunità”[1].

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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