Manifestazione

Beit Umar, Nilin, Nabi Saleh, Qaryout, Bilin, Maasara, Kufer al-Dik, Kufer Qaddum, Al Walaje

Gli ultimi tre giorni hanno visto 9 dimostrazioni supportate dall'AATW (Anarchists Against The Wall). Dopo quasi 7 anni consecutivi a Bilin e nei vari villaggi si è ricominciato a dimostrare dopo una pausa.

Nilin ha tenuto una grande e vivace manifestazione, i manifestanti hanno forzato il grande cancello metallico e ha passato l'alto muro di cemento. A Bilin gli organizzatori si stanno preparando per il 7° anniversario della loro lotta ininterrotta.

In Maasara le dimostrazioni entrano nel loro 5° anno. Ogni singola settimana per oltre 4 anni l'esercito ha cercato di intimidire i manifestanti. I componenti del gruppo organizzatori sono stati incarcerati almeno una volta e decine di migliaia di shekel per la cauzione sono stati estratti all'esercito. Gli sforzi non sembrano funzionare, gli ufficiali dell'esercito vanno e vengono, i soldati lasciano l'esercito, ma le manifestazioni a Maasara continuano.

Kufer al-Dik e Kufer Qaddum nella zona di Salfit e Nablus continuano ad avere un gran numero di manifestanti dai villaggi. L'esercito ha arrestato molti giovani uomini e giovani nel corso degli ultimi mesi, ma la determinazione di coloro che rimangono fuori nel continuare a dimostrare resta invariata.

PALESTINA, PROTESTE ANTI-TASSE: “FAYYAD, DIMETTITI”

Manifestazioni contro il piano fiscale dell’ANP che prevede un’impennata delle imposte: per il popolo responsabile del deficit è l’occupazione israeliana. A guidare le proteste una ritrovata sinistra palestinese. Fayyad si difende: piano necessario all’indipendenza dagli aiuti esteri.
 

Roma, 06 febbraio 2012

Le proteste contro l’aumento delle tasse in Cisgiordania non si fermano e arrivano a colpire personalmente il primo ministro palestinese: dimissioni subito, questa la richiesta dei manifestanti che nell’ultimo mese sono scesi nelle piazze delle principali città.

Hebron, Ramallah, Nablus, Betlemme, Salfit. Centinaia i palestinesi che hanno preso parte a manifestazioni contro il premier Salam Fayyad e il suo piano fiscale volto a ridurre la dipendenza dei Territori Occupati dagli aiuti esteri. Soprattutto dopo il congelamento di finanziamenti da donatori storici come gli Stati Uniti, che hanno cucito il portafoglio dopo la richiesta di indipendenza presentata a settembre da Abbas alle Nazioni Unite.

Chi ha detto che la resistenza palestinese è morta?

Per decenni, la Palestina è stata al centro di quasi tutte le proteste del mondo arabo. E' stato uno strumento per le masse, frustrate dai propri regimi, che ha permesso di protestare senza subire repressione dai propri governi e al tempo stesso si è trattato dell'attrazione che i regimi concedevano alle loro masse frustrate. Ma la causa palestinese è stata anche il veicolo per la mobilitazione e un campo di addestramento per l'organizzazione politica, in seguito diventata utile per tutti gli attivisti.

Per essere chiari, nulla di ciò serve a dire che il coinvolgimento e la solidarietà non fossero autentici; il più delle volte lo erano davvero. Tuttavia, le proteste per la Palestina o contro Israele sono state anche strumenti per le popolazioni dei paesi arabi che in questo modo potevano manifestare la propria insoddisfazione in un modo politicamente "sicuro", dato il carattere repressivo dei regimi in cui vivevano.

Recentemente, un'amica siriana con cui discutevo circa le ultime proteste mi ha ricordato che la sua prima manifestazione da bambina era stata per la Palestina - in realtà la maggior parte delle proteste a cui aveva partecipato o assistito crescendo da araba occidentale erano a favore della Palestina. Io ho annuito e sorriso, per nulla sorpresa. La realtà è che la Palestina, nel bene o nel male, era la questione per la quale gli arabi - sia residenti nei paesi arabi, sia in diaspora - hanno organizzato la maggior parte delle proteste.

 

Israeli Apartheid Week

L'8° Settimana contro l'Apartheid Israelina 2012

Febbraio-Marzo 2012

In una lettera aperta datata 21 ottobre 2011, studenti palestinesi hanno scritto "speriamo che voi poniate il BDS in prima linea alle vostre campagne e vi uniate per la Settimana contro l'Apartheid Israelina (IAW - Israeli Apartheid Week), l'apice delle azioni nelle università di tutto il mondo".

In risposta, gli organizzatori di tutto il mondo si stanno preparando per l'8° Settimana contro l'Apartheid Israelina a sostegno della chiamata della società civile palestinese per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS). La Settimana contro l'Apartheid Israelina dell'anno scorso è stata un successo incredibile con 97 città partecipanti.

Per venire incontro alle esigenze in termini di pianificazione delle varie università nei diversi continenti, la Settimana contro l'Apartheid Israelina si svolgerà in momenti differenti tra Febbraio e Marzo. Ecco un elenco di date per le regioni che hanno confermato finora:

Europa: 20 Febbraio-10 marzo; Palestina: 12-19 Marzo; Stati Uniti: 26 Febbraio-3 Marzo; Canada: 5-9 Marzo; Mondo Arabo: 5-11 Marzo; Sud Africa: 5-11 Marzo

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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