Marwan Barghouti

La famiglia di Bilal Kayed e la Rete di Solidarietà per i Prigionieri Palestinesi Samidoun ringraziano la Città di Napoli in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Bilal Kayed, sollecitando una campagna in suo sostegno

La Rete di Solidarietà per i Prigionieri Politici Palestinesi Samidoun porge il proprio ringraziamento e i saluti alla città di Napoli e alla sua popolazione, al sindaco Luigi De Magistris e al consigliere comunale Mario Copetto e al gruppo consiliare “Napoli in Comune a Sinistra”, per la solidarietà dimostrata al prigioniero palestinese Bilal Kayed, in sciopero della fame e che versa in condizioni sempre più critiche.

Il 5 Agosto il sindaco De Magistris ha sottoscritto un’ordinanza per conferirgli la cittadinanza onoraria di Napoli, terza fra le città italiana. L’ordinanza esprime la solidarietà della città di Napoli a Bilal Kayed e ai suoi compagni di prigionia sottoposti a detenzione amministrativa ed è stata approvata all’unanimità con due astensioni.

Il FPLP marcia a Gaza e non è in vendita!

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina in risposta ai nuovi attacchi del Presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas, che vorrebbe negare i fondi destinati al Fronte, ha organizzato un manifestazione a Gaza lo scorso 12 aprile.

Masse di palestinesi hanno marciato dal campo Saraya fino alla Piazza del Milite Ignoto a Gaza City, in occasione della Giornata dei prigionieri palestinesi ed a 40 giorni dal martirio avvenuto dentro l'ambasciata palestinese dell'ex detenuto e leader compagno Omar Nayef Zayed. All'iniziativa ha partecipato una grande folla di persone tra cui dirigenti, quadri e membri del Fronte.

Quale futuro per i palestinesi e non solo?

La diplomazia Internazionale è in movimento: occorre trovare una soluzione alle violenze di queste settimane nei Territori occupati e nella prigione a cielo aperto di Gaza.

Vengono avviati incontri più o meno ufficiali tra Usa, Israele, Giordania, A.N.P e paesi Europei e la base, pretestuosa, della discussione è/sarà la questione sulla ‘gestione’ del territorio della Moschea di al Aqsa (ma che dagli ebrei è chiamato/rivendicato come il Monte del Tempio), il luogo che ha dato il via alla terza intifada, come tanti la definiscono.

SOSTENIAMO L'INTIFADA

La Palestina brucia e si infiamma di ora in ora, dai territori occupati alla Palestina del '48 il popolo palestinese manifesta la propria collera e disperazione scaturita da anni di inutili negoziati, anni in cui hanno dovuto subire ulteriori privazioni e visto aumentare la colonizzazione e la repressione.

Una nuova generazione di giovani palestinesi è determinata a non piegarsi di fronte all'occupante, gli scontri e gli attacchi di questi giorni sono portati avanti da minorenni e ragazzi che non superano i 23-24 anni: la c.d. "generazione di Oslo", slegati dai partiti politici, ragazzi che non hanno mai visto il mare, mai visto Gerusalemme e che vivono la mancanza di libertà di movimento e di espressione. Una generazione che è il motore di quella che da più parti viene definita una nuova Intifada e che ha avuto la capacita di far riemergere l'unità del popolo palestinese contro l'occupante sionista, un'unità che invece i partiti politici hanno a parole invocato ma mai realizzato, pensando a curare i propri interessi e non quelli del popolo.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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