Marwan Barghouti

Compagno Sa'adat: non una singola casa sarà costruita in una colonia sionista come prezzo per la mia libertà

In un'intervista con il Palestinian Information Center, Abla Sa'adat (Um Ghassan), attivista delle donne palestinesi e moglie del compagno prigioniero Ahmad Sa'adat, Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, racconta che Sa'adat ha espresso il suo rifiuto ad essere rilasciato in cambio di concessioni di terra palestinese o di diritti del suo popolo; l'intervista si è svola nel carcere di Gilboa, dove il compagno Sa'adat viene tenuto prigioniero dall'occupazione.

Abla raccontato il messaggio di Ahmad:

"Mi rifiuto di essere rilasciato sulla base di una trattativa e non accetto che il prezzo della mia libertà siano dei metri di terra di Palestina, la terra per la quale abbiamo combattuto e per la quale siamo stati imprigionati. Rifiuto che la condizione per la mia libertà sia l'espansione degli insediamenti. Rifiuto questa offerta, nemmeno una casa per i coloni sionisti sarà costruita come prezzo della mia libertà", ha detto Sa'adat.

La Conferenza parlamentare sudafricana appoggia il boicottaggio di Israele

Giovedì 6 febbraio la Commissione interparlamentare sudafricana ha organizzato una Conferenza di solidarietà a sostegno delle popolazioni palestinesi, del Sahara occidentale e cubane. L’evento è stato aperto da Ahmed Kathrada, colonna portante della lotta alla apartheid. Lo hanno seguito sul podio Marius Fransman, viceministro sudafricano per le relazioni internazionali, Tisetso Magama, presidente della commissione parlamentare sulle relazioni internazionali e membro del parlamento, e gli ambasciatori di Cuba, della Palestina e del Sahara Occidentale.

L’organizzazione solidale palestinese per diritti umani, BDS South Africa, ha accolto le deliberazioni e raccomandazioni della conferenza. Il gruppo a favore del boicottaggio, del disinvestimento e delle sanzioni ha soprattutto apprezzato la segnalazione a seguito della relazione del 2009 del consiglio di ricerca delle scienza umane, che ha dichiarato Israele colpevole di apartheid nei confronti di vari enti internazionali, incusi l’unione parlamentare internazionale, la corte penale internazionale, l’Onu e l’Unione africana.

Il ruolo di Ariel Sharon e i suoi eredi

Questo articolo di Cinzia Nachira, a qualche giorno dalla notizia della morte di Sharon, non solo si contrappone nettamente ai vergognosi necrologi assolutori apparsi sul 99% dei mass media, ma non si ferma alla semplice ricostruzione di alcuni dei suoi tanti crimini, e inserisce la vicenda e il ruolo di questo grande criminale nel contesto di una politica che lo ha preceduto e che continua anche oggi.

Ariel Sharon è morto e la notizia non giunge inattesa, dopo otto anni di coma. Nel 2006 un ictus sprofondò nell’oblio questo personaggio che, ora che è morto, pochi in Occidente riescono a definire per quel che è stato: un criminale di guerra. Delle sue gesta oggi si preferisce calcare la mano su quel piano di “razionalizzazione della colonizzazione” che fu il ridispiegamento nel 2005 delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza e il conseguente svuotamento delle colonie.

Ministro per le Relazioni Internazionali del Sudafrica: I nostri ministri non vanno in Israele

I ministri sudafricani non visitano Israele, ha detto il Ministro per le Relazioni Internazionali, Maite Nkoana - Mashabane.

"I nostri amici palestinesi non ci hanno mai chiesto il nostro disimpegno da Israele [attraverso la sospensione di relazioni diplomatiche]. Ci hanno chiesto in riunioni formali di non impegnarci con il regime", ha detto durante una riunione del comitato per le relazioni internazionali del Congresso dei Sindacati Sudafricani (COSATU). "I ministri del Sudafrica attualmente non fanno viaggi in Israele. Anche il Consiglio dei Deputati ebraici, con cui abbiamo rapporti, conosce il perché i nostri ministri non vanno in Israele".

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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