Muro

Renzi nella Palestina occupata: il PD sostiene l'apartheid

Febbraio 2010. Quando Berlusconi si recò in Israele disse di non aver visto il criminale muro perché intento a scrivere sul taccuino, affermando penosamente di non aver visto il muro di cemento armato costruito dalle forze armate israeliane intorno alle città palestinesi. «Mi spiace deluderla, ma non me ne sono accorto stavo rimettendo a posto le mie idee, prendendo appunti sulle cose che avrei dovuto dire al presidente incontrandolo».

Luglio 2015. Il segretario del PD non si è posto nemmeno il problema di trovare una scusa per dire di non essersi accorto del muro, ha affermato con forza che la sua priorità è la sicurezza di Israele, che le sue radici sono nella Palestina occupata, violentata, martoriata, imprigionata: «Israele è il paese delle nostre radici, delle radici di tutto il mondo e anche il paese del nostro futuro».

Ha poi affermato che boicottare lo stato criminale sionista significa boicottare se stessi, anche se nel caso della campagna “cartellino rosso per Israele” è stato così, nel completo silenzio dei cosiddetti sostenitori della Palestina. Mai genuflessione verso lo stato dell'Apartheid fu più miserevole e servile. Ma tant'è.

Renzi, "sterile e stupido" non è il boicottaggio di Israele, ma non far rispettare il diritto internazionale

Nel corso della sua visita in Israele, Matteo Renzi ha pronunciato un discorso alla Knesset in cui ha enfatizzato il legame e l'amicizia tra Italia e Israele e ha garantito che «l'Italia sarà sempre in prima linea contro ogni forma di boicottaggio sterile e stupido».

Renzi così dimostra di non conoscere affatto il movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), movimento lanciato nel luglio 2005 da una ampia coalizione della società civile palestinese, come risposta necessaria e morale per fermare le continue violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, laddove le istituzioni hanno fallito.[1]

Appello alla mobilitazione: continuiamo la campagna “No Expo - No Israele”

Il 19 settembre, giornata nella quale è previsto l’arrivo di Abu Mazen all’Expo - contestualmente, nello stesso mese, alla presenza di un rappresentante israeliano - deve essere un’occasione per far sentire la nostra voce, rilanciare la lotta contro Expo e la narrazione che ci propina, opporsi alla presenza di Israele come principale partecipante alla fiera delle multinazionali, occasione in cui la Palestina che si presenta si fa relegare, invece, in un piccolo stand nella “zona arida”.

Invitiamo quindi tutti i solidali con la Resistenza Palestinese e i suoi prigionieri, gli antimperialisti, coloro che sono impegnati nell’appoggio alle resistenze dei popoli e le realtà di lotta contro Expo a costruire con noi la mobilitazione. Questo diventa un compito cui nessuno si dovrebbe sottrarre.

All’Alto Rappresentante della Unione Europea Federica Mogherini, a Robert Jan Smits, direttore generale per la ricerca e l’innovazione

Ci rivolgiamo a voi a proposito della partecipazione di Israele al nuovo programma Horizon 2020. Apprezziamo le linee guida della UE per regolare la possibilità di accesso di strutture israeliane a schemi di finanziamento e strumenti finanziari dell’EU (1) e riteniamo che siano un passo importante nella giusta direzione.

Queste linee guida mostrano che la UE riconosce le proprie responsabilità e obblighi politici al rispetto del diritto internazionale quando attribuisce fondi, sovvenzioni e premi a strutture Israeliane. Tuttavia, la società civile palestinese ha sollevato la preoccupazione che queste line guida possano non essere sufficienti o non essere correttamente interpretate al fine di garantire effettivamente che il danaro della UE non sia assegnato in forme che assistano e forniscano aiuto alle violazioni da parte di Israele di norme perentorie del diritto internazionale.(2)

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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