Muro

Pierre Stambul: un ebreo francese per la pace e contro il sionismo

Come ProMosaik e.V., anche Pierre Stambul è convinto che si debba combattere il sionismo boicottando Israele per costruire la pace in Medio Oriente, impossibile in presenza dell’ideologia neocolonialista del sionismo che dalla fondazione dello stato di Israele nel 1948 sta distruggendo completamente l’esistenza del popolo palestinese.

Lo stato di Israele si basa sull’ideologia sionista dell’apartheid che strumentalizzando l’antisemitismo europeo e la shoa fa credere di parlare a nome di tutti gli ebrei del mondo, dicendo che sarebbero i discendenti degli ebrei dell’epoca romana e devono dunque riconquistarsi le loro terre, cacciando i palestinesi con la guerra, il terrorismo di stato, la violenza di tutti i tipi, l’espropriazione, … dei fenomeni oppressivi che si possono riassumere nel termine arabo nakba che significa catastrofe. Pierre Stambul che come la maggior parte degli ebrei viene da una famiglia vittima della shoa, non accetta la perpetuazione della violenza da parte degli ebrei sionisti. Vorrei ringraziare il Signor Stambul per le sue risposte sincere e vere.

Romeo Castellucci e Socìetas Raffaello Sanzio: Ascoltate i colleghi palestinesi, annullate lo spettacolo in Israele

Pubblichiamo la lettera inivata il 9 maggio 2014 a Romeo Castellucci e alla compagnia Socìetas Raffaello Sanzio. Attendiamo ancora una risposta.

Caro Romeo Castellucci, cara compagnia teatrale Socìetas Raffaello Sanzio, abbiamo appreso che la vostra compagnia teatrale ha deciso di partecipare all’Israel Festival di Gerusalemme, con la messa in scena di Giulio Cesare – Pezzi staccati, dal 2 al 4 giugno 2015. Vi scriviamo per chiedervi di annullare la vostra partecipazione.

SULLA BANDIERA DELLA BRIGATA EBRAICA NEL CORTEO DEL 25 APRILE E SULLE BANDIERE PALESTINESI

Finalmente quest’anno la questione è emersa con tutte le sue contraddizioni; sinora si era stancamente trascinata tra sterili polemiche a ridosso della scadenza. Le mie lettere all’avv. Maris quale presidente dell’ANED sono rimaste sempre senza risposta così come la mia lettera dello scorso anno al sindaco Pisapia. Avvantaggiato dalla comune professione e dalla reciproca conoscenza, nelle lettere affrontavo la questione in modo assolutamente sereno, forte delle mie ragioni. Ciononostante nessuna risposta. L’assenza di argomenti da contrapporre appariva palese.

Andiamo per ordine. Iniziamo col distinguere gli ebrei italiani che hanno partecipato alla guerra di liberazione nelle diverse formazioni partigiane sotto il Comitato di liberazione nazionale dagli ebrei arruolati nella brigata facente parte della 8° Armata britannica. Costoro provenivano tutti dalla Palestina mandataria britannica.

Israele e Palestina visti da un’umanista

A scuola abbiamo sempre imparato che si ottengono  dei bei voti in un compito solo se si rappresenta cocciutamente un solo punto di vista, opponendosi a tutti gli altri. La mia inclinazione originaria di voler considerare sempre le cose da tutte le prospettive, di sviluppare la comprensione per ogni atteggiamento e di far valere diverse verità veniva sempre punita con brutti voti.

Giunta in Israele-Palestina, mi accorgo di aver imparato una verità sbagliata. Infatti sono troppe le persone ad avere il loro punto di vista scolpito nella pietra; secondo loro tutti gli altri – ebrei, arabi, israeliani, palestinesi – avrebbero torto, apparterrebbero alla cultura sbagliata, sarebbero parte di una religione e tradizione violenta e sarebbero dunque opposti a noi in modo inconciliabile. “Il minimo assoluto che sarebbero disposti a darci è lontanissimo dal massimo che saremo disposti a dare noi”.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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