OLP

Organizzazione per la Liberazione della Palestina

Il Comitato Nazionale degli Avvocati esorta la Bulgaria a non estradare l'ex prigioniero palestinese Zayed

Il Comitato Nazionale degli Avvocati (NLG), un'organizzazione statunitense di avvocati progressisti, gli studenti di legge e gli avvocati dei carceri hanno inviato una lettera all'ambasciatore bulgaro negli Stati Uniti sollecitando la Bulgaria a respingere la richiesta di Israele di estradare l'ex prigioniero politico palestinese Omar Nayef Zayed.

Zayed, che ha vissuto in Bulgaria negli ultimi 22 anni, è fuggito dalla custodia israeliana nel 1990; è sposato con una donna bulgara e ha tre figli che vivono in Bulgaria. Ora è rifugiato presso l'ambasciata palestinese a Sofia da più di tre settimane, rifiuta l'estradizione e chiede di rimanere nella sua casa con la sua famiglia.

Perché le casalinghe palestinesi stanno prendendo il comando delle campagne di boicottaggio

Le donne palestinesi si sono recentemente unite al movimento BDS lanciando le loro campagne locali per spingere la popolazione ad astenersi dall’acquisto dei prodotti israeliani.

Ramallah, Cisgiordania – Sahar Tbaileh ha iniziato la sua attività di boicottaggio dei prodotti israeliani con l’aiuto di tre sue vicine che vivono tra i quartieri di Ain Munjid e al-Masyoun nel centro di Ramallah.

FPLP: gli incontri tra l'Autorità palestinese e l'occupante sono una pugnalata al fianco del popolo palestinese

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina denuncia le continue riunioni tenute dai leader dell'Autorità palestinese con i funzionari sionisti, un atto infido e una pugnalata al fianco del popolo palestinese, una pratica assurda e pericolosa di cui di richiede la fine immediata.

Il Fronte ha dichiarato che questi incontri che continuano sia pubblicamente che in segretezza sono un insulto alle lotte del nostro popolo, al sangue dei martiri e ai loro incessanti sacrifici, riflettono un completo disprezzo per il consenso nazionale e proseguono in piena violazione con la decisione del Consiglio Centrale che invece rifiuta questo percorso.

GLI ACCORDI DI OSLO E IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA #PALESTINA

"Se falliamo nel tentativo di difendere la nostra causa, allora dobbiamo cambiare chi la difende, non la causa"

Ghassan Kanafani

Oslo è spesso considerato come uno spartiacque nella storia palestinese, come un punto di rottura nella politica del Paese, che segna l’inizio del declino del movimento di resistenza e quindi la fine della precedente “età dell’oro” dei successi rivoluzionari. Il dibattito su come superare gli esiti tragici degli Accordi di Oslo si è spesso concentrato sulle trasformazioni politiche che ha generato; non si sono analizzate con la dovuta attenzione le dinamiche, le trasformazioni e le traiettorie che hanno condotto alla “resa di Olso”, o per usare le parole di Edward Said, alla “Versailles Palestinese”. [1] Questo scritto si ripropone di esaminare brevemente la storia del conflitto, ponendo l’accento sul processo di Oslo, per descrivere in modo articolato l’attuale stallo politico. Offre inoltre degli spunti di riflessione per porre riparo all’attuale crisi del movimento palestinese, della sua classe dirigente e dei suoi metodi di lotta.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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