OLP

Organizzazione per la Liberazione della Palestina

Barakat: L'intensificazione degli attacchi contro il FPLP lo renderà solo più forte

Il compagno Khaled Barakat, attivista e scrittore palestinese, in un intervento da Beirut ha dichiarato che i pesanti attacchi dell'occupazione israeliana e delle sue istituzioni di sicurezza, in particolare in Cisgiordania, Gerusalemme e all'interno delle carceri, avranno esito negativo e serviranno solo a rendere più forte il FPLP.

"Ci aspettavamo questi attacchi, i recenti arresti di massa contro quelli che l'occupazione crede e afferma essere i quadri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina sono avvenuti in tre ondate. La prima si è verificata immediatamente prima della cattura dei tre coloni israeliani vicino al-Khalil. La seconda è consistita nello sfruttamento di questo episodio da parte dell'occupazione al fine di condurre arresti di massa contro centinaia di palestinesi, compresi membri del FPLP che erano stati rilasciati nello scambio di prigionieri con la resistenza palestinese nell'ottobre 2011. La terza ondata è giunta durante e dopo l'aggressione criminale degli scorsi mesi a Gaza. L'occupazione ha anche ripetutamente negato e impedito di lasciare il paese ai Palestinesi che riteneva essere membri o simpatizzanti del FPLP o di istituzioni ad esso collegate".

FPLP: il movimento dei prigionieri è sotto attacco dalla repressione sionista

Il ramo del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina nelle carceri dell'occupazione ha emesso un comunicato lo scorso 20 settembre nel quale dichiara che il movimento dei prigionieri oggi si trova ad affrontare un feroce attacco da parte del nemico sionista e dei suoi meccanismi di repressione, in particolare lo Shin Bet e l'amministrazione carceraria. Queste agenzie stanno limitando la vita dei detenuti, proibendo visite dei familiari, riducendo i principali alimenti di base per i prigionieri, aumentando i trasferimenti arbitrari e impedendo l 'accesso alla televisione in lingua araba.

I crimini dell'amministrazione carceraria non finiscono qui: ha anche intensificato la politica di negazione delle cure mediche. Tutte queste azioni si sono basate su motivazioni inconsistenti legate all'eroica lotta del nostro popolo nella Striscia di Gaza e le conquiste delle forze di resistenza che hanno dato al nemico sionista una lezione che non dimenticherà mai. La sistematica politica di repressione attuata dal nemico ha avuto il suo esito inevitabile nella morte dell’eroico prigioniero Raed Jabari, nel carcere di Eshel.

Appunti di un excursus sulla solidarietà italiana con la Palestina

La colonizzazione della Palestina rappresenta una realtà con cui l'Italia tutta, insieme al resto del mondo, si trova a doversi confrontare. Da ormai oltre trent'anni la componente istituzionale-governativa del Paese è allineata su posizioni “filo israeliane” (sono molto rare le voci che si distinguono dal coro), mentre esiste una parte – formata da associazioni, comitati, collettivi, etc – “solidale” con i palestinesi, all'interno della quale, tuttavia, esistono differenti basi di partenza e di conseguenza modalità di intervento: da un lato chi ha un approccio puramente umanitario perché riconosce lo stato di forte disagio cui l'occupazione sottopone i palestinesi; dall'altro chi, in una chiave politica, sostiene il rispetto dei loro diritti, riconoscendo nella loro causa la legittima lotta di liberazione.

Nello specifico, tra i movimenti che sostengono la lotta al sionismo e a tutto ciò che esso rappresenta oltre all'occupazione della Palestina, negli anni si è raggiunta una profonda consapevolezza, che ha portato ad elevati livelli di partecipazione, di riflessione e di analisi politica.

Gli Accordi di Oslo hanno reso impossibile il boicottaggio di Israele all'interno della Cisgiordania?

Fin dall'inizio dell'assalto israeliano a Gaza, sono emerse per tutta la Cisgiordania una raffica di campagne popolari che chiedono il boicottaggio dei prodotti israeliani. Molti negozi hanno tolto dagli scaffali le merci israeliane e le hanno sostituite con gli equivalenti locali, mentre altri negozi hanno continuato a tenerle in magazzino ma evidenziando le merci palestinesi con allegre bandiere nazionali posti più visibili sugli scaffali.

Dopo quasi un decennio dal lancio della campagna mondiale di boicottaggio di Israele, gli ultimi due mesi hanno finalmente visto in tutta la Cisgiordania una massiccia effusione di entusiasmo per fermare "il sostegno al tuo occupante". Tuttavia, nonostante i manifesti celebrativi e gli scaffali riarrangiati, l'improvvisa ascesa del movimento di boicottaggio ha sollevato più ampie domande su quanto possa essere efficace un possibile boicottaggio all'interno del territorio occupato da Israele.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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