OLP

Organizzazione per la Liberazione della Palestina

RISPOSTA PALESTINESE ALLA NOTIZIA CHE GLI STATI UNITI RICONOSCERANNO GERUSALEMME COME CAPITALE DI ISRAELE

L'atto illegale e anti-palestinese intrapreso dal governo Trump inverte il corso di  decenni di  politica ufficiale americana su Gerusalemme e va contro il consenso internazionale. La politica di Trump sulla Palestina non fa che evidenziare come  da tempo sia  giunto il momento che il mondo eserciti una pressione concreta su Israele perché esso rispetti i diritti del popolo palestinese, dando  sostegno alla nostra lotta per i diritti e la dignità.

Dicembre 5, 2017 – E' appena giunta la notizia che il presidente Trump intende riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e che ne darà l'annuncio ufficiale domani. Nell'attesa dell'annuncio già si delineano le conseguenze potenziali. Tutti i partiti e movimenti  in Palestina hanno annunciato giorni di proteste di massa. Il Comitato Nazionale Palestinese (BNC), la più ampia coalizione della societa' Palestinese che guida il movimento globale BDS per i diritti Palestinesi, ha dichiarato:

Leila Khaled: Le donne palestinesi sono più forti della congiura della normalizzazione

«La marcia di normalizzazione organizzata dalle forze sioniste insieme alla cosiddetta “commissione per la comunicazione con la società israeliana” è in contraddizione fondamentale con la posizione e la lotta del popolo palestinese e la rivendicazione dei loro diritti nazionali. Questa iniziativa ha lo scopo di distorcere e mistificare gli obiettivi della lotta di liberazione palestinese e la lotta delle donne palestinesi e arabe» ha dichiarato la compagna Leila Khaled, membro dell'Ufficio Politico del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. «Questo è un altro tentativo fraudolento, nonché ripetitivo, di celarsi dietro lo slogan della “pace” per ingannare il popolo palestinese, quello arabo le persone libere del mondo».

«Il Fronte Popolare starà con il nostro popolo e la sua nazione, sosterrà tutti i movimenti e i comitati per il boicottaggio dell'occupazione per contrastare tutte le forme di normalizzazione politica, culturale ed economica dello stato sionista a prescindere dalla bandiera, gli slogan o le frasi scelte.

Abu Ali Mustafa: Le lezioni del lavoratore rivoluzionario

Siamo un partito con una storia gloriosa e grande rispetto per i popoli, ma questo non giustifica lo stato di inerzia e di declino che ci troviamo ad affrontare. Un partito che non sa rinnovarsi nelle capacità di analisi ed azione è un partito destinato a morire”. Il martire Abu Ali Mustafa, al-Hadaf - 31 luglio 2000

Qual è il principale contributo storico del leader martire Abu Ali Mustafa nel movimento di resistenza palestinese e di tutta l'area, e quello particolare all'interno del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, il cui segretario generale è stato assassinato dai sionisti il 27 agosto 2001?

Il popolo palestinese deve darsi un progetto di liberazione nazionale

“Alle spalle del verde villaggio giordano di Karameh, la terra si alza in impervie colline pietrose dove un campo profughi Palestinese era il quartier generale dei combattenti rivoluzionari palestinesi. Nel marzo del 1968 la forza d’assalto israeliana, nelle prime nebbie del mattino, marciò su Karameh decisa ad eliminare in poche ore lo zoccolo duro della resistenza palestinese. Prima di mezzogiorno tutto era distrutto, ma quelle bande di combattenti armati alla leggera e del loro coraggio furioso, non cedettero ed Israele dovette ritirarsi velocemente, abbandonando veicoli e carri armati. In poche ore la notizia della battaglia si diffuse ovunque e tutti i giovani del mondo cominciarono ad indossare le kefie quadrettate palestinesi, come simbolo della rivoluzione e della forza dei deboli.”

La situazione in Palestina sta peggiorando sempre di più. I media italiani non ne parlano, se non quando sentono di dover prendere posizione in difesa dello Stato d'Israele.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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