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Israele, la legittimità delle Nazioni Unite e Khulood Badawi

Khulood Badawi contro l'ambasciatore israeliano all'ONU Ron Prosor - la nostra scelta è ovvia, e così dovrebbe essere la scelta di ogni donna e uomo decente: al fianco di chi difende il diritto umano contro l'avvocato dei crimini di guerra israeliani su piattaforme internazionali.

 

Um Shmum  (traduzione libera: 'ONU mio culo') è ciò che l'ex primo ministro israeliano Golda Meir diceva, sottolineando l'ostilità dell'establishment israeliano verso l'organizzazione che ha reso possibile l'esistenza stessa di Israele. Per l'apparato di propaganda israeliana, tutti i mezzi sono legittimi per delegittimare le Nazioni Unite. Tutti i mezzi sono legittimi anche per manipolare l'opinione pubblica internazionale e per allontanarla dalle continue violazioni israeliane del diritto internazionale, come il massacro più recente di Gaza.

In risposta alle accuse di Finkelstein contro il movimento BDS

In un'intervista (visionabile in questa pagina) Finkelstein accusa il movimento BDS di non essere chiaro rispetto alla questione del diritto di esistere di Israele, dicendo che mentre utilizza la legge internazionale per rivendicare il diritto dei palestinesi - i tre punti della campagna riguardano la fine dell'Apartheid e dell'occupazione, il diritto al ritorno dei profughi e la parità dei diritti per gli arabi che vivono in Israele - al tempo stesso non si esprime chiaramente rispetto al riconoscimento di Israele, che pure è sancito dal diritto internazionale.

Esperto delle Nazioni Unite chiede un intervento per aiutare il detenuto palestinese in sciopero della fame

Un indipendente delle Nazioni Unite esperto di diritti umani oggi ha aggiunto la sua voce alle preoccupazioni espresse in merito alla salute di un detenuto palestinese che è in sciopero della fame da quasi due mesi.

Khader Adnan rifiuta il cibo dal 18 dicembre scorso per protestare contro la sua detenzione senza accusa da parte di Israele, secondo quanto riferiscono i media.

Richard Falk, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati, ha descritto la situazione come urgente e ha detto che la comunità internazionale deve intervenire per conto del prigioniero Adnan.

A proposito del riconoscimento preventivo dello Stato palestinese

A proposito del riconoscimento preventivo dello Stato palestinese, mi limito ad osservare che almeno dalla morte di Arafat in poi, le azioni dell'ANP (Autorità Nazionale Palestinese, alias OLP o Fatah) non sono più solo indotte da Israele, ma piuttosto coordinate con gli organi dello Stato israeliano, vedi ad esempio l'organizzazione e il ruolo della polizia palestinese, e in politica internazionale basti ricordare il caso del rapporto Goldstone. Non vedo perché un'azione politica piuttosto rilevante come quella annunciata non debba essere come altre preventivamente concordata.

I funzionari che guidano l'ANP (OLP-Fatah) non sono affatto persone stupide e sanno benissimo che non potranno disporre, come vorrebbero, di uno Stato palestinese autonomo in accordo con Israele. Allora a che cosa mirano? Si accontentano di uno Stato "temporaneo", come è nei programmi israeliani, o più modestamente di continuare a gestire l'ANP, così com'è, o più realisticamente di “tirare a campare” per qualche anno ancora.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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