Prigionieri palestinesi

Gilboa e tutte le carceri israeliane non potranno mai uccidere la libertà e la volontà di lotta dei palestinesi

Il 6 settembre scorso sei prigionieri politici palestinesi sono evasi dalla prigione di Gilboa, un carcere di massima sicurezza costruito nel 2004 nel nord di Israele, a meno di 6 km dai Territori occupati nel 1967, nell’area di Beesan. Nella stessa zona c’è anche la prigione di Shatta. La propaganda militare israeliana l’ha sempre descritta come una fortezza invalicabile dove sono rinchiusi i palestinesi più attivi sul piano militare e politico.

Israele investe molto nella costruzione di carceri e nelle misure di sicurezza; pertanto questa fuga ha rappresentato un trauma per l’esercito israeliano. L’associazione Addamir per i Diritti umani e il sostegno ai prigionieri fornisce questi dati: attualmente Israele detiene 4.650 prigionieri politici, dei quali 520 in detenzione amministrativa, 200 minori, 40 donne, 11 membri del Consiglio Legislativo Palestinese, tra i quali Marwan Barghouthi, Ahmad Sadat e Khalida Jarrar. Nelle prigioni israeliane ci sono circa 70 palestinesi dei territori occupati nel 1948, 240 prigionieri di Gaza e 400 di Gerusalemme.

Palestina: l’assassinio di Nizar Banat e la rivolta contro Abu Mazen

Dal 24 giugno al 4 luglio le città di Al-Quds (Gerusalemme), El Khalil (Hebron) e Ramallah sono state percorse e scosse da manifestazioni di protesta contro l’assassinio di Nizar Banat ad opera dei corpi speciali dell’Anp di Abu Mazen, nelle quali è stato riproposto lo slogan delle grandi sollevazione arabe del biennio 2011-2012: il popolo vuole la caduta del regime – il regime in questione è, stavolta, la screditatissima “autorità nazionale palestinese” che risiede a Ramallah e fa capo ad Abu Mazen, legata con mille fili ad Israele e alle potenze occidentali. Gli altri slogan ripetuti erano “Lascia Abbas!” (Mahmoud Abbas è Abu Mazen) e “Nizar è il popolo, e il popolo non muore“.

RESISTENZA, SOLIDARIETÀ E PALESTINA

La storia e la realtà ci insegnano che la lotta di classe è fra sfruttati e sfruttatori, fra occupanti e occupati, come fu la Resistenza che sancì la lotta contro il nemico esterno, ma anche quello interno, responsabile di una società iniqua e classista.

Difendi Gerusalemme: Boicotta Israele, Sostieni la Resistenza Palestinese!

Mentre ci avviciniamo al 73 ° anniversario della Nakba, prosegue la colonizzazione sionista della Palestina e l'espulsione forzata dei palestinesi (la Nakba). Questo è evidente ovunque in Palestina, ma forse è più chiaro nel cuore di Gerusalemme, la capitale della Palestina: a Sheikh Jarrah e Silwan ci sono famiglie palestinesi minacciate di espulsione imminente dalle loro case e terre dal regime colonialista israeliano e dai suoi coloni, mentre si rifiutano di concedere la propria vita al colonialismo sionista razzista.

I palestinesi che vivono a Gerusalemme sono sotto attacco da più fronti, difendendo la loro terra, la loro città e la loro identità dalla cancellazione e dal colonialismo da ormai 73 anni. Devono affrontare la privazione della loro identità e residenza - anche dal luogo di nascita – oltre ad una severa repressione, confische di terre, demolizioni di case e continui tentativi sionisti di cancellare la presenza e la natura araba palestinese della città.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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