Prigionieri palestinesi

La vita quotidiana in Palestina

"Per uscire dall'incubo l'unico modo era voltare la faccia dall'altra parte, non vedere". Con queste poche parole Liliana Segre ci mostra e ricorda l'orrenda realtà di Auschwitz.

In Libia, Egitto, Afganistan, Yemen, Palestina, come anche in alcune parti della Siria aggredita, quel male è quotidianamente presente: il male di tutti i giorni, quello per cui ci si libera volgendo lo sguardo dalla parte opposta.

In Palestina centinaia di uomini di mezza età accalcati ad ore impossibili, in attesa in interminabili file che si snodano in corridoi stretti tra muri di cemento, tornelli, torri di guardia e soldati armati.

SOLIDARIETÀ AD ABDULLAH OCALAN E AI PRIGIONIERI/E IN SCIOPERO DELLA FAME A OLTRANZA NELLE CARCERI TURCHE

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai prigionieri/e in sciopero della fame a oltranza nelle carceri turche per chiedere la fine dell'isolamento del presidente del PKK Abdullah Ocalan rinchiuso da 20 anni nell'isola carcere di Imrali.

Sono oltre 240 i detenuti in sciopero da decine di giorni, la deputata kurda Leyla Guven (ora agli arresti domiciliari) è con la vita appesa a un filo dopo aver superato 80 giorni di digiuno.

Ahmad Sa'adat: un eccezionale leader rivoluzionario in tempi difficili

Il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Ahmad Sa'adat, non parla dal carcere per lamentarsi delle sue condizioni. Non chiede nulla per sé, se non libri e alcune foto della sua famiglia. Ma noi, i suoi amici, compagni e sostenitori possiamo e dobbiamo, per lo meno, farci suoi portavoce.

Quello attuale potrebbe essere descritto come un momento difficile per il movimento di liberazione palestinese, in quanto la sua causa e il suo solido nucleo rivoluzionario (il movimento dei prigionieri palestinesi) sono soggetti a crescenti attacchi sionisti, sostenuti solidamente e senza precedenti dall'alleanza con americani e regimi reazionari arabi.

Il movimento dei prigionieri: scuola rivoluzionaria e riferimento etico

Le esperienze dei combattenti rivoluzionari, fuori e dentro le prigioni, costituiscono una delle più importanti fonti di forza morale da cui i movimenti e le organizzazioni di liberazione possono trarre energia rivoluzionaria e inesauribile. Costituiscono una scuola rivoluzionaria di politica e di etica da cui nascono creatività e ispirazione.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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