Profughi palestinesi

Conclusi i lavori dell’VIII Congresso Generale del FPLP

Si sono da poco conclusi i lavori dell’VIII Congresso Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina con l’elezione dei membri dell’Ufficio Politico, e le cariche di Segretario Generale e Vice Segretario Generale, ricoperte rispettivamente dal compagno Ahmad Sa’adat e dal compagno Jamil Mizher. Sia il Comitato Centrale Generale che l’Ufficio Politico del Partito hanno assistito ad un grande ricambio.

I delegati al Congresso hanno discusso con grande attenzione e senso di responsabilità il Programma Politico di Partito che, alla luce della natura del conflitto con il nemico sionista – un conflitto aperto e totale, è stato sviluppato riaffermando i nostri storici diritti in tutta la Palestina, rifiutando qualsivoglia liquidazione, confermando l’adozione di tutti i mezzi di lotta politica, popolare e armata in primis, al fine di realizzare i nostri obiettivi ed infliggere la sconfitta all’entità sionista.

Gerusalemme: una Pasqua di provocazioni sioniste e di sangue – nel silenzio generale

Nelle scorse settimane Gerusalemme, e la moschea di al-Aqsa in particolare, sono state il luogo di una catena di provocazioni anti-palestinesi e anti-islamiche da parte delle autorità dello stato di Israele e delle organizzazioni dei coloni. Sono prove di forza che schiacceranno per sempre le masse palestinesi e le indurranno alla resa? Assolutamente no. Come scriviamo nelle conclusioni: è da settantaquattro anni, dalla Nakba (1948), che i Palestinesi resistono. Invitti. Questa è la prova storica che la politica colonialista e razzista di Israele, fondata sulle espropriazioni senza fine, sulle discriminazioni da apartheid (che colpiscono anche una parte della stessa popolazione ebraica immigrata dal Corno d’Africa), su una repressione sistematica e spietata dotata delle tecnologie di avanguardia, non è in grado di piegare la resistenza palestinese che, come l’araba fenice, rinasce periodicamente dalle proprie ceneri. (Red.)

Una settimana di raid

Quella che è andata in scena presso la moschea di al-Aqsa nei giorni scorsi è stata la ripetizione di un medesimo tragico copione, che non è certo una novità nel quadro della persecuzione palestinese in Israele e nei Territori Occupati, ma ne rappresenta uno dei picchi più drammatici degli ultimi tempi.

Scrivi al governo: Gravissimo attacco del governo israeliano alle ONG palestinesi

Grave! Israele dichiara fuori legge sei ONG Palestinesi.

Il Ministro della Difesa israeliano ha firmato un decreto militare che dichiara, senza fornire alcuna prova, “organizzazioni terroristiche” sei note ONG palestinesi per i diritti umani:

  • Addameer, che sostiene i diritti dei prigionieri politici palestinesi
  • Al-Haq, membro della Federazione Internazionale per i Diritti Umani
  • Defense for Children International – Palestine, che promuove e difende i diritti dei bambini palestinesi
  • UAWC, Unione dei comitati del lavoratori agricoli
  • UPWC, Unione dei Comitati delle donne palestinesi
  • Bisan, Centro per la ricerca e lo sviluppo

Palestina: l’assassinio di Nizar Banat e la rivolta contro Abu Mazen

Dal 24 giugno al 4 luglio le città di Al-Quds (Gerusalemme), El Khalil (Hebron) e Ramallah sono state percorse e scosse da manifestazioni di protesta contro l’assassinio di Nizar Banat ad opera dei corpi speciali dell’Anp di Abu Mazen, nelle quali è stato riproposto lo slogan delle grandi sollevazione arabe del biennio 2011-2012: il popolo vuole la caduta del regime – il regime in questione è, stavolta, la screditatissima “autorità nazionale palestinese” che risiede a Ramallah e fa capo ad Abu Mazen, legata con mille fili ad Israele e alle potenze occidentali. Gli altri slogan ripetuti erano “Lascia Abbas!” (Mahmoud Abbas è Abu Mazen) e “Nizar è il popolo, e il popolo non muore“.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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