Profughi palestinesi

I palestinesi affermano il diritto al ritorno durante l' "Independence Day" israeliano

Nel villaggio di Abu Snan durante la Marcia annuale del diritto al Ritorno, il 26 aprile, i palestinesi ricordano i nomi dei villaggi distrutti durante la Nakba del 1948.

Migliaia di cittadini palestinesi di Israele si sono radunati la scorsa settimana, il 26 aprile, nella Galilea occidentale per la Marcia annuale del Ritorno.

In concomitanza con l'annuale celebrazione dell’ "Independence Day" israeliano, i partecipanti hanno marciato verso le terre di diversi villaggi distrutti durante la Nakba - la catastrofe 1947-1948 durante la quale le milizie sioniste hanno espulso circa 750.000 palestinesi da quello che da allora è diventato Israele. Centinaia di villaggi palestinesi furono fatti saltare e demoliti con la dinamite.

Diritto al ritorno dei palestinesi o nulla

Al centro della questione palestinese spicca il problema dei rifugiati e non della sovranità, e al centro di una soluzione, il ritorno dei profughi. Senza concretizzazione del diritto al ritorno dei palestinesi, gli israeliani non saranno inoltre mai liberi dalla loro paura e dai comportamenti violenti ad essa associati.

All'inizio di questo mese ho partecipato alla conferenza annuale di Bil'in. Nel corso degli anni, questa conferenza si è trasformata in un importante incontro internazionale in cui attivisti uomini e donne  di tutto il mondo discutono i mezzi di resistenza all'occupazione colonialista israeliana.

9 Aprile 1948 per non dimenticare il massacro di Deir Yassin

9 Aprile 1948, il massacro di Deir Yassin, perché noi non dimentichiamo.

Sono passati solo pochi mesi da quando, il 29 novembre 1947, le Nazioni Unite hanno approvato, con la Risoluzione 181, il piano di suddivisione della Palestina storica, ancora sotto Mandato Britannico, tra una minoranza ebraica, fatta prevalentemente di immigrati, e la maggioranza autoctona araba.

Solo per Gerusalemme ed il suo circondario viene decisa l’attribuzione all'ONU di un Mandato Internazionale.

Anticipando il momento in cui, a metà maggio, le truppe britanniche dovranno abbandonare il suolo della Palestina, le organizzazioni militari ebraiche dell’Haganah e del Palmach, come pure i gruppi terroristici ebraici dell’Irgun, del Lehi (di Menachem Begin) e la Banda Stern (di Yitzhak Shamir), cominciano fin dal 6 aprile 1948 ad attuare il Piano D (o Daleth), il cui fine è di realizzare, con la violenza ed il terrore, la “pulizia etnica” del territorio, eliminando o allontanando la popolazione originaria araba, in modo che quella terra divenga, al fine, “senza un popolo”, tale cioè da poter ospitare il “focolare nazionale” di un “popolo senza terra”.

La detenzione dei cittadini africani è l'ennesimo passo verso la classificazione di Israele come etnocrazia

Israele si sta muovendo verso la criminalizzazione dei richiedenti asilo

Levinsky Park si trova a due passi dalla stazione centrale degli autobus di Tel Aviv, nel quartiere della città più conosciuto per la sua altissima percentuale di migranti. Per anni Levinsky Park è stato rifugio dei richiedenti asilo senza tetto. In un giorno ci si possono trovare anche 250 persone secondo Nick Schlagman, program managerper l'African Refugee Development Center.

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