Razzismo

Sanzioni mirate immediate contro annessione e apartheid

La società civile palestinese ribadisce la richiesta di sanzioni mirate immediate per fermare l'annessione e l'apartheid di Israele

Il governo estremista israeliano ha deciso oggi di non rivelare se, e in che modo, trarrà vantaggio dall’ "opportunità d'oro" offerta dall'amministrazione Trump per intraprendere l'annessione de jure di grandi parti della Cisgiordania palestinese occupata. Tuttavia, nessuno dovrebbe essere ingannato. Israele continuerà tranquillamente ad annettere di fatto il territorio palestinese occupato, come ha fatto per decenni, mentre cerca di placare i suoi alleati occidentali. Ma come ha dichiarato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Michelle Bachelet, “L'annessione è illegale. Punto. Qualsiasi annessione."

Chiediamo a HPE di porre fine alla sua complicità

In un recente messaggio, Antonio Neri, amministratore delegato di HP Enterprises ha giustamente sottolineato che, “Come azienda globale, abbiamo la responsabilità di aiutare a creare un mondo uguale per tutti. Le nostre convinzioni condivise includono un impegno per l'inclusione incondizionata." Ciò è avvenuto sulla scia delle proteste per la giustizia razziale che hanno dilagato negli Stati Uniti in seguito alle uccisioni di George Floyd, Ahmaud Arbery e Breonna Taylor per mano delle forze di polizia.

Dalla Palestina agli Stati Uniti, dobbiamo difendere il diritto delle persone a respirare

I recenti omicidi da parte della polizia dovrebbero alimentare una più ampia lotta contro il razzismo e le politiche di violenza. Abbiamo abbandonato la solidarietà globale generata con la crisi del Covid-19 per tornare al nostro familiare stato di disunità nella lotta contro il potere oppressivo, il dominio e le politiche fasciste.

Pantere Nere e Palestina: l’internazionalismo Nero e la rivoluzione palestinese

Introduzione

Il 19 agosto 2014, dieci giorni dopo l’uccisione del diciottenne Michael Brown da parte della polizia di Ferguson, il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina ha rilasciato un comunicato in supporto alla lotta dei Neri negli Stati Uniti. Il sottotitolo del comunicato affermava in maniera sicura:  “L’impero imploderà”. Il Fronte definiva Michael Brown come un “martire”, in lotta contro dalla brutalità della polizia “come parte integrande del sistema razzista” degli Stati Uniti e affermava che, nonostante vivessero all’interno dei confini statunitensi, le comunità Nere si scontravano con “l’oppressione coloniale”. In particolare, il comunicato invitava “tutti i palestinesi, nello specifico la comunità palestinese negli Stati Uniti, a continuare e intensificare i loro sforzi in supporto al movimento di liberazione dei Neri. Supporto che ha una lunga tradizione ed è essenziale per espandere e approfondire questi legami di lotta e solidarietà per tutte le nostre comunità”[1].

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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