Resistenza palestinese

Samidoun: Non saremo messi a tacere dalla designazione di “organizzazione terrorista” da parte di Israele

Questo è un ulteriore tentativo di utilizzare la repressione e le minacce contro il popolo palestinese e i suoi alleati internazionali e come attività di campagna elettorale per il partito di Benny Gantz

In risposta alla designazione di Samidoun come “organizzazione terroristica” da parte del ministro della Difesa israeliano e criminale di guerra Benny Gantz, come Samidoun Palestinian Prisoner Solidarity Network  dichiariamo che continueremo a organizzarci e mobilitarci a livello internazionale in difesa dei diritti e della liberazione dei palestinesi. Questa è l’ultima manifestazione di una campagna diffamatoria che ha lo scopo di mettere a tacere il sostegno internazionale al popolo palestinese e in particolare ai quasi 5.000 palestinesi incarcerati dall’occupazione israeliana. Si tratta di un attacco al movimento dei prigionieri palestinesi e al diritto di organizzazione dei palestinesi in esilio e nella diaspora. Affermiamo che non saremo messi a tacere o scoraggiati dalle campagne diffamatorie di Israele.

Report – Le politiche dei carcerieri e la pandemia

L’anno 2020: Le politiche dei carcerieri e la pandemia – Doppia sofferenza per i prigionieri

A cura di:
Associazione dei Prigionieri Palestinesi (PPSMO)
Unione Democratica Arabo-Palestinese (UDAP)

La campagna di arresti israeliana che mira a distruggere un nuovo movimento palestinese

Le forze di stato hanno preso di mira una rete politica e sociale di sinistra, utilizzando la detenzione e la tortura come strumenti per limitarne la crescita

Roma, 15 febbraio 2021, Nena News – A partire dagli ultimi mesi del 2019, le forze israeliane hanno intrapreso una campagna di arresti di massa, prendendo di mira centinaia di giovani donne e uomini palestinesi. Li hanno arrestati brutalmente, hanno assaltato le loro case all’alba, hanno perquisito e confiscato le loro proprietà.

L'ANTISIONISMO NON SI PROCESSA!

Oggi, lunedì 11 Gennaio 2021, a Milano inizia il processo ai/alle compagni/e solidali con il popolo palestinese. Così come negli Usa e in molti paesi europei, dove la critica a Israele è già reato, contestare l'entità sionista e le sue politiche significa essere fermati, denunciati, processati.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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