Resistenza palestinese

Comunicato in Solidarietà ai Compagni Antifascisti Milanesi

Il 25 aprile 2018 a milano, durante il corteo partigiano che ricorda e festeggia la liberazione dell’italia dal fascismo e dalle truppe di occupazione nazi-fasciste, un gruppo di attivisti ha esplicitamente contestato la presenza nel corteo delle bandiere dello stato sionista di israele. Le bandiere, sventolate dalla “brigata ebraica”, simboleggiavano il cosiddetto (cit.) “sdoganamento del sionismo”. Rappresentanti dello stato sionista hanno partecipato al corteo a partire dal 2004anno in cui l’esercito israeliano di occupazione uccideva 820 palestinesi. Cinque delle persone che hanno protestato contro i rappresentanti dello stato occupante sono stati accusati di minacce, lancio pericoloso di oggetti, resistenza a pubblico ufficiale e incitamento all’odio razziale.

L’attacco di cui sono vittime i compagni di milano, accusati di istigazione all’odio razziale, è figlio di una retorica che fa molto presa in occidente, quella di etichettare qualsiasi critica allo stato sionista di israele come antisemita. E’ giusto spiegare che le critiche a questo stato nulla hanno a che vedere con la lingua, l’etnia o la religione delle persone che lo abitano, quanto con la natura fascista e discriminatoria del suo governo e delle sue istituzioni.

Lettera da George Abdullah, dalle carceri francesi

I miei sinceri saluti a tutti coloro che partecipano alle attività di lotta per celebrare la Giornata del prigioniero palestinese.

Samidoun: Non saremo messi a tacere dalla designazione di “organizzazione terrorista” da parte di Israele

Questo è un ulteriore tentativo di utilizzare la repressione e le minacce contro il popolo palestinese e i suoi alleati internazionali e come attività di campagna elettorale per il partito di Benny Gantz

In risposta alla designazione di Samidoun come “organizzazione terroristica” da parte del ministro della Difesa israeliano e criminale di guerra Benny Gantz, come Samidoun Palestinian Prisoner Solidarity Network  dichiariamo che continueremo a organizzarci e mobilitarci a livello internazionale in difesa dei diritti e della liberazione dei palestinesi. Questa è l’ultima manifestazione di una campagna diffamatoria che ha lo scopo di mettere a tacere il sostegno internazionale al popolo palestinese e in particolare ai quasi 5.000 palestinesi incarcerati dall’occupazione israeliana. Si tratta di un attacco al movimento dei prigionieri palestinesi e al diritto di organizzazione dei palestinesi in esilio e nella diaspora. Affermiamo che non saremo messi a tacere o scoraggiati dalle campagne diffamatorie di Israele.

Libertà per gli studenti e le studentesse palestinesi

Noi, organizzazioni firmatarie, uniamo le nostre voci in questo appello mondiale per rivendicare la liberazione immediata degli studenti palestinesi prigionieri, la tutela del loro diritto all’educazione, all’espressione e all’impegno politico cosí come il loro diritto a determinare il loro avvenire. L’occupazione israeliana ha preso di mira gli studenti palestinesi, soprattutto il movimento studentesco palestinese e le organizzazioni studentesche palestinesi, attraverso una severa repressione oltre alle detenzioni politiche e incarcerazioni.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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