Resistenza palestinese

Palestina. "La legittima critica della Resistenza Popolare"

All'articolo di Linah Alsaafin - "Come l'ossessione per la nonviolenza danneggia la causa palestinese", Maath Musleh, un altro giovane giornalista e attivista, risponde: "Solo quando prenderete le armi e scenderete in strada potremo discutere. Fino ad allora, l'unica cosa che state facendo è criticare".

La resistenza popolare che si sta svolgendo in diversi villaggi palestinesi è l’unico ostacolo attuale allo status quo. Da quando Abbas (Mahmoud “Abu Mazen” Abbas, ndt) è arrivato al potere, nel 2005, e Hamas è entrato nell’arena politica di Oslo, nel 2006, tutte le forme di resistenza si sono interrotte.

Mahmoud Sarsak: la minaccia di Israele

Il calciatore palestinese imprigionato e torturato per tre anni senza processo da Israele è finalmente libero, dopo uno sciopero della fame durato 92 giorni. Qui, Al-Akhbar ci racconta la storia del suo arresto, la prigionia, e il rilascio, così come i messaggi inviati dai compagni di prigionia che ha lasciato alle spalle.


Il Calciatore Palestinese Mahmoud Sarsak , con uno sciopero della fame di quasi tre mesi,
mentre si trovava nelle carcere israeliane, viene accolto dai tifosi all’arrivo  in ambulanza
presso il Al-Shifa a Gaza City il 10 luglio 2012, giorno della sua scarcerazione.

Shuaib Abu Jahal (SAJ): Come ti hanno arrestato?

Mahmoud Sarsak (MS): Non è stato un arresto. Sono stato rapito nel valico di Beit Hanoun-Erez nel luglio 2009. Ero sulla via per firmare un accordo con il Centro Giovanile di Balata a Nablus, in Cisgiordania quando sono stato rapito e interrogato per 35 giorni. E’ stato un interrogatorio militare violento con torture. Alla fine, hanno pubblicato una sentenza come "un combattente illegale".

Ricostruire l'OLP: un appello urgente per unire tutti i palestinesi

I palestinesi in tutto il mondo devono mobilitarsi insieme
per una nuova generazione di lotta

E’ stato appena rilasciato pubblicamente un appello nazionale sulla stampa palestinese e agenzie di stampa, dove si invitano i palestinesi in tutto il mondo a partecipare alla registrazione dell’unità civile per le elezioni del Consiglio Nazionale Palestinese. Questa iniziativa ha lo scopo di recuperare un'istituzione nazionale palestinese, l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina. L'invito e la sua pubblicazione sono un evento importante per il popolo palestinese per una serie di motivi.

L’ossessione della “non violenza” danneggia la causa palestinese

Negli ultimi anni, i discorsi occidentali che circolano sulla causa palestinese hanno impiegato alcuni nuovi aggettivi per descrivere la resistenza palestinese  in modo  superficiale:  “resistenza palestinese non violenta", “resistenza palestinese pacifica", “resistenza palestinese popolare", “resistenza palestinese disarmata", infine "Gandhi-style resistenza".

Questo discorso è stato adottato dai comitati palestinesi di lotta popolare, nati dopo il successo del villaggio di Budrus, nella West Bank occupata, che abbracciando le proteste popolari sono riusciti a recuperare il 95% delle loro terre espropriate da parte di Israele dal muro dell'apartheid nel 2003. Tuttavia, l'ossessività a concentrarsi su un tipo specifico di resistenza ha in un modo o nell'altro contribuito alla delegittimazione di altre forme di resistenza, e allo stesso tempo ha chiuso una discussione aperta su cosa sia in realtà la resistenza popolare.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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