Resistenza popolare

Quando il nemico si perde di vista...

Durante tutto il pomeriggio e la serata di ieri ci sono stati dei violenti scontri tra i giovani palestinesi e la polizia dell'ANP dopo che i primi si sono riversati nelle strade per denunciare la corruzione dell'Autorità Nazionale che, ormai palesemente, è sempre più intenta a firmare accordi con lo stato sionista, piegandosi senza dignità al suo volere e, cosa ancora più grave, ignorando completamente la volontà popolare.

In questo modo l'indegno governo palestinese rappresenta un'altra faccia del sionismo: c'è l'occupante, c'è un popolo che vive un assedio e c'è un potere che ha come unico scopo quello di fare accordi con il nemico. Il risultato non può che essere una rivolta popolare di chi non ci sta a perdere i propri diritti per mano di sionisti e di palestinesi loro complici.

Anche le forze dell'ordine dell'Autorità ormai non sono altro che un altro braccio armato dell'occupazione, e sempre più le si vede al posto dell'esercito sionista a bloccare le manifestazioni (la scorsa estate erano intervenute violentemente durante una dimostrazione organizzata dalla società civile perché nelle case mancava l'acqua da circa 40 giorni). Nell'ultimo mese la polizia dell'ANP è stata impegnata nel tentativo di sgomberare una famiglia dal campo profughi di Deisha colpevole, secondo chissà quale legge, di aver sconfinato nel lembo di terra di un privato. Per più di una settimana gli abitanti del campo hanno impedito alla polizia di eseguire lo sfratto. Poi qualche giorno fa le squadre della polizia sono entrate in forze per eseguire il mandato e questo ha provocato uno scontro armato conclusosi con l'arresto di alcuni ragazzi e il sequestro di un soldato. Dopo un po' la situazione si è ristabilita (i ragazzini sono stati rilasciati, così come il poliziotto, e lo sgombero non è avvenuto) ma la tensione al campo è rimasta alta.

Palestina: storia di donne che lottano senza armi

Il villaggio di An Nabi Saleh, nei Territori Palestinesi Occupati, è uno dei tanti che ha scelto la resistenza popolare nonviolenta come forma di opposizione all’espansione delle colonie illegali israeliane. Qui le donne rivestono un ruolo centrale rispetto alle manifestazioni. Nel video proposto un esempio di resistenza quotidiana in Palestina.

Scrive Gideon Levy - sul quotidiano Ha’aretz - che “questa è la storia di un piccolo villaggio le cui terre sono state saccheggiate, e che ha deciso di combattere senza armi”.

An Nabi Saleh, nei Territori Occupati a 20 km da Ramallah, conta poco più di 550 abitanti. Il 15% di loro – tra cui donne e bambini sotto i 18 anni – è stato arrestato almeno una volta per aver preso parte alle manifestazioni del venerdì.

Quelle organizzate dai Comitati popolari di resistenza nonviolenta che, nei villaggi della Palestina occupata, si sono moltiplicate anno dopo anno, in quella che viene ormai definita dai media locali come la “white Intifada”.

Intervista ad un compagno (PFLP) del campo profughi di Deisha

Intervista ad un portavoce del

Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina

 

Abu M è un militante di lungo corso del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina; ha 42 anni e di questi 11 ne ha trascorsi nelle prigioni israeliane. E’ stato arrestato 15 volte.

Lo abbiamo incontrato al campo profughi di Dheisheh e abbiamo parlato con lui dell’attuale situazione politica palestinese e del ruolo del FPLP in questa fase.

20/10/11, Betlemme

Qui di seguito la trascrizione dell’intervista:

All’indomani della conclusione della prima fase del rilascio di prigionieri che giudizio date dell’accordo di scambio raggiunto da Hamas e lo Stato sionista?

La liberazione anche di un solo prigioniero palestinese è già di per sé una vittoria.

A proposito del riconoscimento preventivo dello Stato palestinese

A proposito del riconoscimento preventivo dello Stato palestinese, mi limito ad osservare che almeno dalla morte di Arafat in poi, le azioni dell'ANP (Autorità Nazionale Palestinese, alias OLP o Fatah) non sono più solo indotte da Israele, ma piuttosto coordinate con gli organi dello Stato israeliano, vedi ad esempio l'organizzazione e il ruolo della polizia palestinese, e in politica internazionale basti ricordare il caso del rapporto Goldstone. Non vedo perché un'azione politica piuttosto rilevante come quella annunciata non debba essere come altre preventivamente concordata.

I funzionari che guidano l'ANP (OLP-Fatah) non sono affatto persone stupide e sanno benissimo che non potranno disporre, come vorrebbero, di uno Stato palestinese autonomo in accordo con Israele. Allora a che cosa mirano? Si accontentano di uno Stato "temporaneo", come è nei programmi israeliani, o più modestamente di continuare a gestire l'ANP, così com'è, o più realisticamente di “tirare a campare” per qualche anno ancora.

Pagine

Subscribe to RSS - Resistenza popolare

Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

PalestinaRossa newsletter

Resta informato sulle nostre ultime news!

Subscribe to PalestinaRossa newsletter feed

Accesso utente