Resistenza popolare

Appello internazionale per un mese d’azione per Georges Abdallah

Germania, lettera aperta: "Il diritto di boicottare"

È con sgomento che abbiamo appreso della decisione della città di Dortmund di revocare il premio Nelly Sachs per la letteratura a Kamila Shamsie a causa del suo impegno dichiarato nei confronti del movimento non violento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) per i diritti dei palestinesi.

Come afferma la dichiarazione di oltre quaranta organizzazioni ebraiche progressiste, "il pericoloso razzismo anti-ebraico confliggente con l'opposizione alle politiche e al sistema di occupazione e apartheid di Israele ... mina sia la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza sia la lotta globale contro l'antisemitismo. Serve anche a proteggere Israele dall'essere ritenuto responsabile verso gli standard universali dei diritti umani e del diritto internazionale".

Decolonizzare la palestina e se stessi dal sionismo

Abbiamo scritto più volte che riguardo la Palestina vige da sempre una narrazione sionista entrata nella testa di ampi gruppi, a volte pure tra quanti dicono di comprendere la necessità di uno stato per i palestinesi (un processo di colonizzazione sionista della palestina). Lo abbiamo denunciato e ribadito più volte.

Recentemente ci è capitato di riprendere in mano alcuni ritagli de Il Manifesto che avevamo tenuto da parte, si tratta di due scritti apparsi nella rubrica “Lettere”, quella del 27 aprile 2019 di Guido Viale dal titolo “La contestazione alla Brigata Ebraica a Milano” e quella del 30 aprile 2019 dove viene pubblicata la lettera di Marco De Luca dal titolo “Abbiamo aiutato la causa palestinese?”.

Antisemitismo, un’arma scarica

Gli autori del genocidio palestinese, della Pulizia Etnica del popolo palestinese, nascondendosi dietro “l’industria della Shoah”, non sanno capacitarsi che i popoli rifiutino i loro ricatti.

I media in molti paesi tra cui Spagna, USA, Francia e Germania dove i sionisti sono padroni dei grandi giornali, di conseguenza i direttori pagati per organizzare veri e propri killeraggi verso chi sostiene la sacrosanta Lotta di Liberazione del popolo palestinese, conducono vere e proprie campagne violente e denigratorie mischiando falsità e immaginarie ricostruzioni, che nulla hanno a che fare con la realtà, ma avendo ben imparato la lezione da un loro maestro che diceva “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”, continuano a ripetere frasi e concetti campati in aria, affinché questi diventino realtà almeno per una parte della popolazione.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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