Sionismo

Noam Chomsky: riflessioni su sionismo, questione palestinese e imperialismo USA

Nell’intervista seguente, realizzata per il Journal of Palestine Studies dal co-direttore di Jadaliyya, Mouin Rabbani, Noam Chomsky riflette su una vita di impegno sulla Questione Palestinese. Riflette sul suo impegno iniziale e su come esso si è sviluppato nel corso della sua vita. Considera anche come le cose sono – o non sono – cambiate e quale potrebbe e dovrebbe essere la rotta del conflitto israelo-palestinese.

L’intervista è stata realizzata a Lexington, MA, nel 2009 e 2010 e il testo completo è disponibile sul Journal of Palestine Studies 41:3 (Primavera 2012) pagg. 92-120 e online.

Mouin Rabbani: A proposito della politica estera statunitense di oggi tu sei stato molto critico della tesi di Mearsheimer e Walt sulla politica statunitense in Medio Oriente.

Noam Chomsky: Beh, mi piacerebbe che avessero ragione, perché in tal caso c’è un’ovvia implicazione tattica e potrei smettere questo lavoro infinito, scrivere, parlare, cercare di organizzare …

Come la lobby israeliana erode la sovranità degli Stati Uniti

Dalla stesura delle leggi al finanziamento delle campagne presidenziali, gli israeliani conservatori hanno una forte influenza sulla politica degli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti sono un paese sovrano. Una cosa difficile da ricordare.

Il senatore dell'Illinois Mark Kirk ha avuto un ictus nel gennaio scorso. La malattia neurologica grave lo ha mandato in sala operatoria, dove i medici hanno asportato due piccoli pezzi danneggiati del suo cervello. A detta di tutti, il senatore è ora in grande ripresa, il suo ufficio ha rilasciato un video lo scorso maggio che lo mostra mentre cammina su un tapis roulant descrivendo il suo desiderio di "tornare al lavoro". Eppure sembra che vi sia già tornato.

VIDEO: L’ESERCITO PIU’ MORALE DEL MONDO

Un filmato girato a Hebron mostra due guardie "di frontiera" israeliane che aggrediscono un bambino palestinese. Intanto cresce il rischio legato alle esercitazioni delle unita' speciali di Israele.

Poche immagini, che parlano da sole. Questa scena è stata filmata il 29 giugno scorso ad Hebron da un volontario di B’Tselem, che ha ripreso un soldato nascosto dietro un muro. Il bambino si chiama Abd a-Rahman Burqan, ha nove anni e vive con la sua famiglia nelle vicinanze di un parcheggio utilizzato dagli Israeliani. Non ha commesso alcun delitto.

I palestinesi devono semplicemente "essere palestinesi"

Anche di fronte a prove schiaccianti sul fatto che Israele pregiudichi deliberatamente la pace e stia unilateralmente perseguendo l'estinzione socio-politico dei palestinesi e la cancellazione nazionale, i sostenitori liberali di Israele, che possono riconoscere che le affermazioni sul sionismo di storici e legali in Palestina non reggono, insistono sulla logica della ''minaccia esistenziale" - la persecuzione storica degli ebrei e la sua ricorrenza potenziale. Questo per loro racchiude in sé la giustificazione del sionismo e di Israele.

Questo argomento costituisce una variante di quello che si potrebbe chiamare "il salvataggio di un uomo che annega''. Cioè, la giustificazione etica che gli ebrei europei, annegati in “acque impetuose” (il genocidio nazista), non stiano agendo in modo non etico nel prendere possesso delle case palestinesi. L'uso della forza è eticamente giustificato, è una necessità esistenziale, anche se l'obiettivo di quella forza, che è lo stesso del sionismo, non è condividere la casa, ma sostituire i suoi occupanti per il “bene” di un imperativo morale contro la quale l'ingiustizia contro i palestinesi passa in secondo piano. Obiettare che i palestinesi non siano moralmente obbligati a dare via la loro casa, o anche parti di essa, tanto meno morire (annegare), lasciare, e soffrire per salvare gli altri, tanto più perché sono una parte innocente, non smorza moralmente l'argomento della minaccia esistenziale.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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