Siria

Rilanciare il rapporto tra la sinistra italiana e i palestinesi

La sinistra deve tornare a schierarsi con gli oppressi. I palestinesi da parte loro hanno l’opportunità di comprendere la necessità di ritrovare un’unità dal basso e di promuovere la creazione di nuove strutture democratiche.

Roma, 3 gennaio 2018, Nena News – Fare un bilancio del 2017 sulla Palestina mentre sono in corso manifestazioni e repressione, arresti e uccisioni, è estremamente difficile, ma alcune riflessioni possono essere utili. Credo che l’acuirsi della repressione, così come la presa di posizione di Trump su Gerusalemme, possano essere il tentativo, da parte di chi si trova in condizioni complicate, di spostare l’attenzione dalle proprie difficoltà a livello internazionale e interno.

Sabra e Shatila, benvenuti al campo

35 anni fa Sabra e Shatila . Sabra e Shatila, 35 anni fa il massacro. Oggi ai profughi palestinesi si sono aggiunti migliaia di rifugiati della guerra in Siria. Tutti vivono ai margini, tra malattie, violenza e aggressività.

Nessuno sa più come descrivere lo stato attuale dei campi profughi dei palestinesi in Libano:  la situazione è diventata  miserabile, a prescindere dalle ragioni storiche che ne hanno causato l’esistenza. La memoria ci riporta a 70 anni fa, quando i massacri sionisti del 1947-48 hanno costretto i palestinesi residenti nella loro patria a lasciare case e averi, temendo per i loro figli e le loro famiglie, a causa dell’orrore e dei crimini commessi contro civili, bambini, donne e anziani, a seguito della nascita dello Stato di Israele sulla terra di Palestina.

Barakat: politica degli Stati Uniti e la crisi della resistenza palestinese

L’Ufficio stampa del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ha condotto la seguente intervista al compagno Khaled Barakat al quale è stato chiesto di commentare gli ultimi sviluppi sulla causa palestinese, in particolare l'attuale crisi della resistenza e il pericolo rappresentato dall'alleanza tra l’imperialismo degli Stati Uniti, i governi reazionari arabi ed il sionismo nell'era della Trump.

Dichiarazione del FPLP sul 50° anniversario della sconfitta di giugno: lotta per affrontare sionismo e imperialismo

Il 5 giugno segna i 50 anni dalla sconfitta del 1967, che ha avuto tra i suoi più importanti risultati, il completamento dell’occupazione del resto della Palestina, come anche delle alture del Golan siriane e del Sinai egiziano.

Questa occasione ha approfondito il concetto di sconfitta e la sua implicazione nel pensiero e nella pratica arabe e ha scatenato numerosi sforzi e progetti di insediamento politico sotto il pretesto di risolvere il conflitto arabo-sionista.

La sconfitta del 5 giugno conferma la natura e l'essenza del progetto sionista e le sue aspirazioni per l'espansione, l'egemonia e l'occupazione di una zona centrale della regione araba. Questa occupazione include progetti sionisti e dei suoi partners e alleati colonialisti e imperialisti, che condividono obbiettivi, intenzioni e ambizioni nel mondo arabo, incluso il saccheggio delle sue risorse, garantendone la frammentazione e il continuo sottosviluppo.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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