Technion

170 accademici e accademiche delle università italiane chiedono il boicottaggio delle istituzioni israeliane

COMUNICATO STAMPA

  • Il lancio della Campagna Stop Technion chiede la sospensione di ogni collaborazione accademica con l’Istituto Technion con sede a Haifa
  • L’iniziativa italiana riflette una tendenza globale in costante crescita tra gli studiosi a prendere apertamente posizione in favore dei diritti dei palestinesi
  • L’Italia è uno dei principali partner militari e accademici d’Israele in Europa
  • Per la prima volta un’associazione accademica italiana discuterà l’appello palestinese per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni

170 accademici e accademiche provenienti da più di 50 università e istituti di ricerca italiani hanno firmato un appello nel quale si impegnano a boicottare le istituzioni accademiche israeliane. L’appello è stato lanciato in solidarietà con la campagna della società civile palestinese per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele fino a quando non si conformerà al diritto internazionale e ai principi dei diritti umani, e si ispira all’analogo movimento di boicottaggio contro l’apartheid in Sudafrica.

Alcuni pensieri sulla partnership Cornell-Technion alla luce dell'invasione israeliana di Gaza

Contrariamente alla solita copertura mediatica, che prende la sua linea narrativa da fonti ufficiali israeliane e statunitensi, l'invasione israeliana di Gaza non è stata una questione di auto-difesa, ma un'offensiva calcolata.

Secondo Gideon Levy, come scritto su Haaretz il 13 Luglio 2014, l'obiettivo israeliano era semplicemente quello di uccidere gli arabi per “riportare la calma...Lo slogan della mafia è diventato politica ufficiale israeliana. Israele crede sinceramente che se uccide centinaia di palestinesi nella Striscia di Gaza, regnerà la tranquillità.” Levy non spiega ciò che Israele intende per “tranquillità” o “calma”, o come e da chi tale “calma” è stata interrotta, domande a cui tornerò in seguito. Ma entro il momento dell’accordo per un cessate il fuoco raggiunto il 26 Agosto, quelle “centinaia” di palestinesi morti, secondo le statistiche dell'Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite (OCHA), si erano trasformate in 2.131, il 70% dei quali, da stime delle Nazioni Unite, sono civili, tra cui 501 bambini. Inoltre, i dati OCHA calcolano che circa 10.224 abitanti di Gaza sono stati feriti (citando il Ministero della Sanità palestinese) e 475.000 sono stati sfollati, mentre le forze militari di terra e di aria israeliane hanno distrutto le infrastrutture di Gaza. Questo lascia Gaza, già impoverita da anni da un lungo blocco israeliano ed egiziano, ancora più profondamente nella povertà, con B'Tselem (il Centro israeliano di informazione per i diritti umani nei Territori Occupati) che, a Febbraio 2014, riportava come il “90-95% dei principali rifornimenti di acqua a Gaza non sono potabili, e creano problemi anche in termini di uso agricolo.” Questa crisi idrica in atto non può che essere stata intensificata dalla distruzione delle infrastrutture a cui ha portato l’invasione di Gaza.

Più di 100 bibliotecari e studiosi del Medio Oriente chiedono il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane

La seguente lettera, che invita studiosi e bibliotecari di studi sul Medio Oriente a boicottare le istituzioni accademiche israeliane, è stata presentata a nome dei firmatari qui sotto a Jadaliyya il 6 agosto 2014.

Noi sottoscritti, studiosi e bibliotecari che lavorano sulla tematica del Medio Oriente, riteniamo che il silenzio sull’ultima catastrofe umanitaria causata dal nuovo attacco militare di Israele sulla Striscia di Gaza, il terza e più devastante negli ultimi sei anni, costituisca complicità. I governi mondiali e i media mainstream non ritengono Israele responsabile per le sue violazioni del diritto internazionale. Noi, tuttavia, come comunità di studiosi impegnati con il Medio Oriente, abbiamo la responsabilità morale di farlo.

Oltre 400 bibliotecari e studiosi del Medio Oriente chiedono il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane

La seguente lettera, che invita studiosi e bibliotecari di studi sul Medio Oriente a boicottare le istituzioni accademiche israeliane, è stata presentata a nome dei firmatari qui sotto a Jadaliyya il 6 agosto 2014. L'appello è ora stato sottoscritto da più di 400 studiosi e bibliotecari. L'elenco completo delle firme si trova sul sito Mondoweiss

Noi sottoscritti, studiosi e bibliotecari che lavorano sulla tematica del Medio Oriente, riteniamo che il silenzio sull’ultima catastrofe umanitaria causata dal nuovo attacco militare di Israele sulla Striscia di Gaza, il terza e più devastante negli ultimi sei anni, costituisca complicità. I governi mondiali e i media mainstream non ritengono Israele responsabile per le sue violazioni del diritto internazionale. Noi, tuttavia, come comunità di studiosi impegnati con il Medio Oriente, abbiamo la responsabilità morale di farlo.

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