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Il Consiglio studentesco presso l'Università di Sydney aderisce al boicottaggio accademico di Israele

Il Consiglio studentesco dell'Università di Sydney ha approvato una mozione che sostiene le azioni di boicottaggio accademico di Israele da parte del professore associato Jake Lynch

La mozione è stata presentata in risposta agli attacchi contro il Professor Lynch per essersi rifiutato di assistere Dan Avnon – un professore dell'Università ebraica in Israele - nel mese di dicembre. Il Consiglio studentesco (SRC) ha inoltre votato perché siano interrotti tutti i legami universitari con la Technion University di Haifa, Israele.

Israele e la Ricerca europea: partner o complice?

La legislazione dell’Unione Europea, in materia di ammissibilità dei programmi di ricerca che finanzia, afferma che un progetto che “viola i principi etici fondamentali… non deve essere selezionato”.  La denuncia di 250 accademici di 14 paesi europei.

La scorsa estate 250 accademici di quattordici paesi europei, tra cui quasi cinquanta italiani, hanno firmato una lettera aperta al Commissario europeo per la Ricerca, l’Innovazione e la Scienza, Maire Geoghegan-Quinn, per chiedere l’esclusione dai programmi di ricerca europei di aziende e organizzazioni israeliane complici di violazioni del diritto internazionale[1].

Jazz&Apartheid: Un blitz all'università romana La Sapienza contro il suono frastornante del colonialismo

Martedì sera l'Aula Magna dell'università romana La Sapienza ha ospitato uno spettacolo della pianista israeliana Anat Fort, con il patrocinio dell’Ambasciata di Israele in Italia. Ma due mani affusolate da pianista non possono nascondere il pugno di ferro del colonialismo di Israele.

Circa 30 solidali con la popolazione palestinese, tra cui molti studenti e studentesse, hanno scelto di presentarsi a sorpresa all'ingresso, comunicando con chi intendeva partecipare (scarica il volantino). Mentre la security si dimenava nervosamente, molte persone hanno scelto di restare fuori e raccogliere più informazioni sull'operazione propagandistica “Brand Israel”, in alcuni casi rinunciando ad assistere ad uno spettacolo che non poteva più incantare nessun*.

Il concerto rappresentava, infatti, uno dei tanti tentativi da parte di Israele di usare la cultura per ripulire la propria immagine. Un’operazione della campagna “Brand Israel”, specificamente voluta e finanziata, a fior di milioni, dal governo israeliano, volta a nascondere dietro un’immagine positiva le politiche disumane che quello Stato continua a perpetrare contro il popolo palestinese.

Perché il boicottaggio degli accademici israeliani è completamente giustificato

La maggioranza degli accademici israeliani fa poco per sostenere i diritti dei palestinesi e le loro istituzioni sono complici dell'occupazione.

Steve Caplan ritiene che l'appello per il boicottaggio accademico di Israele, una delle più ampie parti della campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni(BDS), sia ipocrita e controproducente. Lasciando da parte la sua versione della storia in difesa di Israele, l'argomentazinoe di Caplan ha tre difetti significativi.

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Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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