Territori occupati

Due diligence delle imprese e diritti umani: profili penalistici dell’esportazione di armamenti, in specifico verso Israele

Ho riprodotto testualmente il titolo di un interessante articolo pubblicato sulla rivista Giurisprudenza penale il 21 settembre 2020, a firma di Laura Duarte, Giuseppe Sambataro e Stefano Trevisan. L’articolo indaga la possibile rilevanza penale dell’attività di esportazione di armamenti qualora questi vengano impiegati illecitamente contro obiettivi civili e mira a delineare lo standard comportamentale a cui l’esportatore di armamenti deve attenersi.

Nell’articolo si ricorda la denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Roma da Rete italiana per il disarmo per la vendita di armamenti da parte dell’Italia all’Arabia Saudita e agli Emirati arabi uniti, armamenti poi utilizzati nel conflitto in Yemen. Le armi sono prodotte da RWM Italia Spa e consistono prevalentemente in bombe d’aereo e missili. Nel settembre del 2019 il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione del procedimento seguito alla denuncia di RID e nel prossimo gennaio 2021 si svolgerà l’udienza avanti al GIP a seguito della opposizione dei denuncianti alla richiesta di archiviazione.

Occorre ricordare anche una precedente denuncia presentata nel 2014 alla Procura della Repubblica di Varese da alcuni attivisti del Comitato varesino per la Palestina per la vendita di 30 aerei M 346 da parte di Alenia Aermacchi (ora Leonardo) ad Israele. Come nel caso della vendita da parte di RWM Italia così anche a Varese è intervenuta una richiesta di archiviazione e la successiva opposizione dei denuncianti è stata respinta dal GIP. Nel caso varesino il pubblico ministero si è limitato ad acquisire le autorizzazioni ministeriali all’esportazione e, a fronte della loro accertata esistenza, non ha svolto alcuna altra indagine, evidentemente ritenendo legittima l’esportazione degli armamenti per la sola presenza delle autorizzazioni.

L’imbroglio degli accordi tra paesi arabi ed il sionismo, ovvero cosa è la Normalizzazione

In Italia, ma non solo, prosegue una campagna mediatica contro la Palestina che sinceramente non ci stupisce, ma che anzi conferma il servilismo dei media schierati tutti dalla parte degli USA e di Israele, non a caso i due registi di tutta la messinscena viene riportata all’unisono nelle televisioni, radio e giornali.

25 Aprile 2018, Milano: centinaia di attivisti ed attiviste sostengono il diritto del popolo palestinese a riavere la propria terra rubata dai sionisti, in 5 vengono denunciati

Cominciò con un 25 aprile
Che voleva esser sionista.

"E finì con un fiume di inchiostro
È una storia vestita di nero
È una storia da basso impero
È una storia da carabinieri
È una storia un po' sputtanata
Tanto lo sai che è una storia sbagliata"

Una Storia Sbagliata - Fabrizio De Andre'


 

Si riunisce l'Assemblea Generale ONU. Chiediamo un'inchiesta sull'apartheid israeliana!

Le Nazioni Unite hanno indagato sull’apartheid in Sudafrica e alla fine hanno chiesto sanzioni. È tempo che l’ONU faccia lo stesso con l’apartheid di Israele.

Rappresentanti dei governi di tutto il mondo si incontrano questa settimana presso la sede delle Nazioni Unite a New York per la 75a Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA). I palestinesi e i sostenitori dei loro diritti hanno bisogno del tuo aiuto per garantire che l'UNGA risponda alla richiesta palestinese di libertà, giustizia e uguaglianza.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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