Vittorio Arrigoni

Report: riunione nazionale del Coordinamento Freedom Flotilla Italia

Nonostante le enormi difficoltà, la sinistra palestinese sta sviluppando una mole impressionante di lavoro politico, collocandosi come la più coerente alternativa alla liquidazione della resistenza, all’arretramento sociale e culturale ed alla subordinazione agli interessi dell’imperialismo e del colonialismo.

Firenze, 17.2.2013

Il Coordinamento Freedom Flotilla Italia si è riunito domenica 17 febbraio 2013 a Firenze, nella sede del centro sociale “Camilo Cienfuegos” di Campi Bisenzio. La prima parte della riunione è stata dedicata alla valutazione della delegazione che si è recata nella Striscia di Gaza a dicembre-gennaio e ad un approfondimento sulla situazione palestinese e sulla resistenza. La delegazione ha incontrato numerose realtà sociali della Striscia di Gaza ed ha avuto molti scambi di vedute con  il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e con le sue organizzazioni.

LA DELEGAZIONE A GAZA: UN BILANCIO POSITIVO E TANTI IMPEGNI PER IL FUTURO

La delegazione della Freedom Flotilla Italia a Gaza è rientrata in Italia nella giornata del 2 gennaio. Possiamo dire con estrema soddisfazione che tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati sono stati raggiunti, a partire dalla consegna all’Union of Health Work Committees (l’ONG palestinese che gestisce, fra l’altro, l’ospedale Al Awda a Jabalya) delle sottoscrizioni e dei medicinali raccolti: in allegato, la lettera di ringraziamento dell’UHWC alle compagne ed ai compagni italiani.

Un’altra donazione è stata consegnata all’associazione che si occupa delle donne prigioniere ed ex prigioniere, fornendo loro assistenza e consulenza legale e psicologica, mentre la nostra compagna Rosa Schiano ha preso in consegna un’ulteriore sottoscrizione destinata a lei ed agli Internazionali presenti a Gaza. Abbiamo avuto incontri con il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, con esponenti della sinistra sindacale palestinese, con il Palestinian Center for Human Rights, con le associazioni dei pescatori e dei contadini e con il movimento delle donne. Abbiamo visitato l’ospedale Al Awda, che alcuni di noi conoscono sin dai giorni successivi all’operazione “Piombo Fuso”, e due centri per bambini dell’associazione “Ghassan Kanafani”.

BENVENUTI A GAZA, PALESTINA…

Una delegazione composta da nove attivisti della Freedom Flotilla Italia nell’ambito della quarta missione internazionale «Benvenuti in Palestina», è entrata questa mattina (venerdì 28 dicembre 2012) a Gaza - Palestina.

Il giorno precedente gli italiani hanno voluto esprimere solidarietà al presidio permanente Piazza Tharir dove i rivoluzionari egiziani continuano la battaglia contro la Costituzione di matrice islamica che il governo dei Fratelli Musulmani sta imponendo al paese. Ad Al Arish, nel Sinai, la delegazione ha incontrato poi militanti del Fronte Socialista. Nonostante gli ostacoli che ancora sono posti al passaggio del valico di Rafah,oggi, la delegazione che comprende anche Marco Ramazzotti Stockel, l’italiano ebreo a bordo della Estelle, ha attraversato il confine ed è stata accolta da rappresentanti del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Diario da Gaza, mappa dell'inferno

Così scriveva Vittorio il 30 dicembre del 2008, a tre giorni dall'inizio della criminale operazione sionista "Piombo Fuso":

Gaza: Le fabbriche degli angeli
Jabilia, Bet Hanun, Rafah, Gaza City, le tappe della mia personale mappa per l'inferno

Checchè vadano ripetendo i comunicati diramati dai vertici militari israeliani, e ripetuti a pappagallo in Europa e Usa dai professionisti della disinformazione, sono stato testimone oculare in questi giorni di bombardamentidi moschee, scuole, università, ospedali, mercati, e decine e decine di edifici civili.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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