Yasser Arafat

I palestinesi e il dilemma della solidarietà

"Per quanto molti attivisti siano sinceri nel loro sostegno alla causa, resta la preoccupazione della 'solidarietà turistica' per la quale gli occidentali sono stati particolarmente portati nel corso del XX secolo: sui principi che guidano il supporto alla lotta di liberazione ci dovrebbe essere chiarezza, e nessun compromesso possibile". 

Sin dai primi anni Novanta, dopo il collasso dell’Unione Sovietica e la collaborazione dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) con Stati Uniti e Israele per liquidare la lotta anti-coloniale palestinese attraverso gli Accordi di Oslo, la solidarietà con il popolo palestinese a livello internazionale si è gradualmente ripiegata su se stessa.

Terza Intifada, l'appello di Barghouti: "È l'ora della resistenza armata". Sui social network appelli a investire i coloni

“È arrivato il momento della resistenza armata”. Marwan Barghouti – secondo quanto riferisce il canale televisivo israeliano I24News - si appella ai palestinesi, dal carcere israeliano dove sta scontando cinque ergastoli, per chiedergli di trasformare gli attuali singoli episodi di rivolta in una sollevazione popolare armata. Vale a dire la terza Intifada, dopo quelle del 1987 e del 2000. Barghouti, 55 anni, è l’ex capo dei Tanzim di Al Fatah, che durante la seconda Intifada misero a segno alcuni degli attacchi più sanguinosi.

Barghouti invoca la terza Intifada. In una lettera all’Autorità nazionale palestinese (Anp), Barghouti afferma che "la resistenza armata contro l'occupazione è l' eredità di Yasser Arafat", di cui proprio oggi si celebra il decimo anniversario della morte. Barghouti polemizza con i dirigenti dell'Anp: "Cessino la cooperazione di sicurezza con Israele perché rafforza l' occupazione israeliana".

Report dell'iniziativa sui prigionieri palestinesi all'Ambasciata dell'ANP

Per la rappresentante diplomatica dell'ANP in Italia, Ahmed Sa'dat (FPLP) è stato “ospitato” e poi “protetto” dall'ANP, non prima arrestato e poi lasciato nelle mani dei sionisti e le collaborazioni di Sicurezza ANP-Israele "servono a far arrivare medicine ai bambini palestinesi...".

06 novembre 2014

Il 5 novembre si è tenuta presso la rappresentanza diplomatica dell'Autorità Nazionale Palestinese a Roma un'iniziativa in omaggio ai prigionieri palestinesi nella mani dell'entità sionista, in particolar modo il Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Ahmed Sa'dat) e il dirigente di al-Fatah Marwan Barghouti. In presidenza, accanto alla ambasciatrice dell'ANP (Mai Alkaila), c'erano un rappresentante dell'Unione Democratica Arabo-Palestinese (UDAP), il presidente dell'Associazione Amici dei Prigionieri Palestinesi e Luisa Morgantini (già Vice Presidente del Parlamento Europeo e AssoPacePalestina).

L’Accordo di Gaza del 2014 fa di Hamas uno strumento di Israele?

L’accordo fra le due principali organizzazioni ‘governative’ palestinesi, Fatah e Hamas (che ormai ha quasi del tutto abbandonato l’Asse della Resistenza), è stato salutato con favore da molti analisti (fra cui molti vicini alla causa palestinese) tranne rare eccezioni. Purtroppo, anche questa volta, c’è un solco profondo fra la realtà e le illusioni. Di conseguenza è bene chiarire, sia pur sinteticamente, i risvolti di questo matrimonio che, per quanto mi riguarda, non credo durerà a lungo. Cominciamo intanto con il contestualizzare gli eventi.

Prima di entrare nel merito dell’accordo è bene ricordare che entrambe le organizzazioni vengono da un momento difficile che ha visto erodere sensibilmente il loro consenso all’interno della società palestinese.

Fatah ha visto calare sensibilmente il suo prestigio fin dagli Accordi di Oslo del 1993. La corrente laica e nazionalista della Resistenza palestinese, nel momento in cui ha formalmente riconosciuto lo Stato di Israele, ha cominciato gradualmente a perdere credibilità non solo agli occhi degli stessi palestinesi ma anche di tutti quei movimenti che nel mondo si battono contro le politiche imperialiste e neocolonialiste. Il suo leader, Yasser Arafat,  che in molti sospettano essere stato assassinato dal servizio segreto israeliano, non è riuscito a risollevare le sorti di questa organizzazione che ormai da molto tempo si limita a giustapporsi allo stato israeliano che tuttora occupa la Cisgiordania.

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Informazioni sul Fronte Palestina

Per sviluppare un lavoro di classe nel sostegno alla lotta di liberazione della Palestina e degli altri popoli oppressi e aggrediti dall'imperialismo, oltre alle sterili e dannose concezioni del pacifismo e dell'equidistanza tra aggressori e aggrediti che hanno in gran parte contribuito ad affossare il movimento contro la guerra nel nostro paese negli ultimi anni, si è deciso di fondare l'organismo nazionale Fronte Palestina.

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